Quasi trenta minuti più tardi, Destin avvertiva un bruciore a braccia e gambe e sapeva di aver fatto un bell’allenamento. Camminando lungo il limitare del tunnel di accesso, abbassò lo sguardo attraverso gli sfiati, intravedendo ogni tanto delle persone che si muovevano per la nave. Raggiunse la scaletta che portava all’ultimo livello e salì. All’estremità del condotto successivo c’era un grosso accesso di servizio, dal quale lui sarebbe potuto uscire e lasciarsi cadere nel corridoio. Destin si chinò, attendendo che diverse persone lasciassero libero il passaggio prima di aprire il pannello di accesso. Si calò con prudenza e mollò la presa sul bordo, lasciandosi cadere per l’ultimo metro circa. Allungata una mano, afferrò la grata, saltò e mollò la presa con un unico movimento, in modo ch

