Vengo bruscamente destata quando sento il rumore della porta che viene prima aperta e poi subito richiusa, apro di scatto gli occhi e mi ritrovo immersa nell’oscurità della mia stanza, l’unica fonte di illuminazione è il pallido bagliore della luca che filtra attraverso le imposte della finestra sopra la scrivania. Sento delle braccia intorno alla mia vita e mi rendo immediatamente conto che Steve è sdraiato accanto a me, addormentato, e mi stringe a sé con una presa d’acciaio, il suo volto rilassato a pochi centimetri dal mio. Non faccio nemmeno in tempo ad imbarazzarmi per la posizione in cui ci troviamo che subito un dubbio mi fa rabbrividire, se lui sta dormendo, chi è che ha aperto la porta della stanza? Con movimenti lenti e cauti mi appoggio su un gomito e mi sollevo leggermente,

