Quarantadue

948 Words

In quel momento il mio cuore si spezza. Schiudo appena le labbra e aggrappo i miei occhi a quelli di Damiano aspettando che mi dica che è uno scherzo, mentre mi si tappano le orecchie e sento tutto ovattato. Lui però non si rimangia ciò che ha detto, rimane lì, con le mani nelle tasche e gli occhi scuri velati dalla nostalgia. Sbatto le palpebre un paio di volte e respiro profondamente per cercare di non avere una reazione troppo teatrale, e devo schiarirmi leggermente la voce prima di riuscire a parlare. «Grande!» Riesco solo a dire, forzando un sorriso falsissimo che mi fa venire male ai muscoli della faccia. L'espressione di Damiano rimane seria, e mentre continuo a cercare di far restare in piedi una calma apparente, dentro di me mi sto sgretolando. Non adesso, ti prego, non ora

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