Capitolo 21 LiamHo la sensazione di avere dormito per un’eternità. Il mio corpo è indeciso tra dolore e forza. Mi sono sentito morire e, nonostante l’odore della mia donna che mi solletica le narici, so di non trovarmi in paradiso. Apro gli occhi in una stanza bianca impersonale e scopro di essere collegato a innumerevoli macchine. La camera d’ospedale è invasa da mutaforma rannicchiati in ogni angolo, con la loro compagna tra le braccia. Uno solo manca all’appello e questa consapevolezza mi stringe il cuore. Devo essermi lasciato sfuggire un gemito, perché tutti i presenti alzano la testa e tutti gli sguardi si fissano su di me. La mano nella mia diventa più salda e io giro la testa a sinistra, dove scopro la mia anima gemella con le borse sotto gli occhi. — Liam. — Ciao. Parlare è più

