VI. Ganse ascoltò un momento il passo di lei al di là della porta, i suoi lineamenti si rilassarono a poco a poco e trovarono nella stanchezza e nell’accasciamento una rozza espressione di serenità. Certo, non era il loro primo litigio, ma aveva il presentimento che questo sarebbe stato l’ultimo, che la sua solitudine, la solitudine temuta più della morte, aveva inizio in quel preciso momento. Incominciava a vedere la vera natura della loro collaborazione di dieci anni, quasi ininterrotta, salvo brevi distacchi, ma la sua vanità si ribellava, senza che lo volesse, contro una verità umiliante. Senza dubbio, Simone era stata per lui, in un periodo difficile della sua vita, per la sua fantasia già sfruttata, un’aiutante preziosa, indispensabile. Quando dubitava di se stesso, ella gli aveva

