CAPITOLO VENTIQUATTRO Kyra si trovava fuori dai grandi cancelli di Volis e scrutava il paesaggio invernale mentre la neve cadeva, il cielo striato di scarlatto come se il sole stesse lottando per fare capolino. Si chinò in avanti appoggiandosi alla parete, respirando affannosamente mentre lasciava cadere un’altra pietra. Si era unita agli altri nella raccolta di quei grossi massi dal fiume per innalzare un altro muro attorno al perimetro di Volis. Mentre il muratore accanto a lei spalmava la malta lei posava una pietra dopo l’altra. Ora, con le braccia che tremavano, aveva bisogno di una pausa. Insieme a Kyra c’erano centinaia di persone, allineate lungo la parete, tutti intenti a costruire sempre più in alto, sempre più in profondità, aggiungendo anelli ai terrapieni. Altri, dall’altra

