8. Il nome che mancava Questura, primo pomeriggio Finalmente solo. È questo che pensa il commissario Malaspina, nel suo ufficio in Questura. Per un attimo osserva fuori dalla finestra, il cielo è grigio come sa esserlo solo a Milano, di una tristezza che soltanto l’intonaco di alcuni palazzi di periferia riesce a superare. Eppure lui sente qualcosa, non sa bene cosa sia, ma è una cosa bella. Quel bambino, Sebastiano, lo fa sentire diverso, più importante forse, più…, ma non sa nemmeno lui cos’è che lo fa stare qui incantato a guardare la solita fetta di cielo che oggi gli sembra meno solita e meno squallida. È soprattutto per quel bambino innocente, senza più una madre e con un padre che chissà chi è e dov’è, che vuole trovare l’assassino. Si desta dal torpore, s’allontana dalla finest

