QUATTRO REGOLE DI SOPRAVVIVENZA AGLI ZOMBIE di Mala Spina Erano davanti a lui, immobili. I compagni lo fissavano con sguardi pieni di odio e recriminazione per quella che era stata una sciocca fatalità. Aveva provato a spiegargli com’erano andate le cose, ma non avevano ascoltato una parola, quei bifolchi. Era colpa sua ciò che era successo? Non era nemmeno il suo turno! «Fumagalli, sei una testa di cazzo!» Riccucci, detto Rico, era più basso di una decina di centimetri, ma aveva le spalle di un toro e le braccia da manovale erano come morse d’acciaio da cui un ex impiegato come Carlo Fumagalli non avrebbe potuto liberarsi da solo. Rico lo aveva afferrato con entrambe le mani per il bavero del pesante giubbotto da caccia e lo scuoteva in preda alla rabbia. «Ti ammazzo, stronz

