Capitolo 2

364 Words
Capitolo 2 1987 Anna scese le scale lentamente mentre tutti gli altri correvano e Vittorio intuì che qualcosa non andava. Lei lo superò senza quasi salutarlo al che lui la raggiunse e la prese per un braccio: - Così male? Il test di medicina è andato tanto male? - No, il test di medicina è andato bene. Sapevo quasi tutte le risposte... - rispose lei provando a riprendersi il suo braccio. - E allora perché quella faccia da funerale? Sarai un medico fantastico! - Ho fatto due test oggi. Uno stamattina presto. Sono incinta. Se gli avessero sparato Vittorio avrebbe reagito meglio. Anna era incinta. Stavano insieme da quanto? Un mese? No, due. Non era mai stato bravo a tenere conto delle date. Pensò bene di impallidire visibilmente e di appoggiarsi al muro che per fortuna era proprio dietro di lui. - Oh cazzo! - Citazione appropriata - sibilò lei con sarcasmo. Vittorio a quel punto fece finalmente la cosa giusta, l'abbracciò. - Non preoccuparti, non avere paura. Siamo in due, anzi in tre. Faremo tutto insieme. Fra due mesi mi laureo e ci sposiamo... e poi vediamo... E in effetti tutto procedette così, senza ripensamenti né dubbi. Vittorio si laureò, andò a far pratica nell'unico studio in cui lo avrebbero pagato e naturalmente Anna rimandò l'avvio dell'università. Non aveva senso spendere un sacco di soldi (che per il momento non avevano) per iniziare una cosa che non era pensabile di poter portare avanti in tempi accettabili. - Sei giovane, quando il bambino sarà grande... e non saremo così poveri potrai iscriverti a medicina... Vittorio cercava di essere positivo, di tranquillizzarla, ma entrambi sapevano che forse non stava diventando impossibile, ma altamente improbabile che Anna diventasse medico. Il bambino era di entrambi, ma era incinta solo Anna, era lei che stava rinunciando all'università, alla carriera... ai sogni. Probabilmente, se non fossero stati travolti da un uragano, se Vittorio non avesse dovuto ammazzarsi di lavoro triplicando gli sforzi perché non poteva permettersi di far carriera con calma, se Chiara avesse dormito invece di urlare tutte le notti, se avessero avuto il tempo di conoscersi prima di finire in trincea, forse il loro matrimonio sarebbe stato più tranquillo. Ma con i se e con i ma non si fa la storia.
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