h.07:30 Cappuccini e croissant occupavano il tavolo della sala comune. La colazione di fine turno era il gradito epilogo di una notte lunga, trafficata e raramente così intensa di avvenimenti. I due equipaggi si erano riuniti in convivialità e il profumo delle brioche metteva sia allegria sia appetito. Giorgio si era dilungato al telefono con l’ispettore Manin e stava ancora parlando quando aveva occupato posto per unirsi ai colleghi. Raffaella era al suo fianco e quando Giorgio ebbe finito la sua lunga conversazione, lei, la bocca piena e alcune briciole a indorarle le labbra, s’intromise negli affari di Giorgio con la sua adorabile sfacciataggine. «Scusami George, lo so che non mi faccio mai i cazzi miei...» «Sapessi io,» rispose lui con un sorriso sornione. «Ho sentito la tua lunga

