h. 03:20 Un uomo massiccio, di media statura, vestito con un paio di pantaloni militari, una maglietta nera con il logo dei Saxxon e sandali ai piedi entrò in Pronto Soccorso. Era scuro, abbronzato, il cranio era rasato e un cespuglioso pizzo brizzolato gli ornava una bocca da orco. Sorpassò il capannello di soccorritori della Croce Verde che Piero stava intrattenendo con la sua favella e appoggiò le braccia robuste e tatuate sul banco dell’accettazione. «Cerco mio nipote,» dichiarò perentorio. Ileana Vergnano notò Giorgio, serrò la mascella e gli parve quasi di udire il digrignare dei denti, come le macine di un mulino che polverizzavano ghiaia. Si staccò da Francavilla, che stava ancora telefonando e andò incontro al nuovo arrivato. «Sono desolata per l’accaduto Calogero.» esordì. L

