h.22:52 L’ambulanza ritornò in strada Faletti. La situazione all’APES si era ulteriormente complicata e ora l’accesso ai capannoni era presidiato da un posto di blocco allestito dal Corpo Forestale dello Stato mentre l’imbocco di viale Don Alfredo Bianco era sorvegliato da una pattuglia dei Carabinieri. Si respirava oltre alla vaga e penetrante puzza di chimico, una tensione inedita e inquietante. Un’isteria che attraversava tutto e tutti come una corrente a basso voltaggio diffusa ovunque. Giorgio si figurò che un paese in guerra doveva vivere come Asti quella sera. In prossimità del target, Giorgio indossò a malincuore la giacca e mentre tirava su la lampo, patendo già il calore che il tessuto emoresistente tratteneva, sentì il cellulare suonare e vibrare nella tasca. S’infilò i guanti

