Capitolo 3: Keyra e Ryan

1092 Words
Celine's Pov Aspettammo circa una decina di minuti -ecco quello che sta entrando è Ryan- mi voltai a vedere il ragazzo che stava entrando, wow era davvero un bel ragazzo... Mi bloccai quando vidi che dietro di lui c'era Justin -c'è anche Justin- disse sussurrando Keyra -oddio... sì.. ho visto- dissi sospirando. Quando mi vide si bloccò, perfetto ora dovevo parlargli, e invece ero ancora arrabbiata. -Ciao ragazze, hei ciao Celine!- Mi salutò Ryan, non sapevo mi conoscesse... probabilmente Justin gli deve aver parlato di me -ciao!- Ricambiai il saluto sorridendo. -Ahh quindi è Keyra- disse Justin dando una pacca sulla spalla a Ryan, lei arrossì -sì la conosci allora- lui annuì e girò lo sguardo verso di me -ciao Celine- avevo lo sguardo di tutti addosso -ciao Justin- dissi senza guardarlo. -Perché cazzo non mi hai risposto ai messaggi? Ti ho anche chiamata- disse visibilmente irritato, stringendo il telefono. - Non sono costretta- feci spallucce e lo ignorai, -Calmi ragazzi- Ryan poggiò una mano sulla spalla di Justin. -Volete bere qualcosa ragazze?- Disse Ryan grazie a Dio, mi salvò da quella situazione imbarazzante, -no no tranquillo io e Celine abbiamo già preso dei frullati- disse la mia amica sorridendo timidamente. -Vi va di fare un giro?- Annuimmo entrambe e uscimmo di lì. Notai che Ryan si avvicinò a Keyra, quindi lasciai il suo braccio e indietreggiai, insomma un pò di privacy. Stavamo camminando per le strade illuminate di Soho, davvero da togliere il fiato. -Piccola perché non mi hai risposto?- Sentì Justin accanto a me, -non ero costretta a farlo- accelerai il passo ma prese la mia mano intrecciandola alla sua, lo lasciai fare dopotutto non eravamo a casa, dove avrei potuto tirargli un calcio dove non batte il sole. Mi fece fermare e alzò il mio viso con una mano -mi dispiace ok?- Disse cercando di leggere qualcosa nei miei occhi -smettila di ignorami, uccide- la sua voce sembrava rompersi. -Justin ne riparliamo a casa- lo trascinai raggiungendo i ragazzi. Entrammo in un pub abbastanza tranquillo, Ryan e Keyra erano davvero molto carini, lui soprattutto era un vero gentiluomo, le apriva tutte le porte e si comportava in modo molto romantico, insomma per conquistare una ragazza devi andarci con calma e lui sapeva come fare. -Che carini che sono- dissi a Justin che sorseggiava il suo drink, poi mi maledì mentalmente quando sorrise, io ero ancora arrabbiata con lui. "Si Celine come no" -Già sono una bella coppia, come noi due- mi guardò con occhi dolci -non mi freghi Brooke- dissi sbattendo le ciglia, ok sapevate già tutti che è difficile resistergli ma ho imparato a riuscirci... più o meno. -Ti va di ballare?- Mi chiese, feci di no con la testa -cosa vuoi fare?- Aggiunse allora sistemandosi la cresta -niente, voglio solo stare seduta a guardare la gente, oh Dio ma hai visto che figo quel ragazzo là?- Dissi, giuro mi stavo trattenendo dalle risate, ero perfida lo so. -Come scusa?- Si voltò di scatto a guardare il probabilmente uomo morto. La sua faccia era piena di rabbia, -sto scherzando scemo- scoppiai a ridere. Lui si ricompose e mi fulminò con lo sguardo. Era davvero tenero, -che tenero che sei- gli dissi, -sono tutto tranne che tenero piccola- alzò le sopracciglia. -Cosa avevi prima in macchina?- Dissi incrociando le braccia -non mi fa molto piacere che tu parta... lo sai- disse più calmo -lo sai che è il mio lavoro, e poi starò via due o tre giorni non succederà nulla- dissi incrociando la mia mano alla sua, lui me la baciò. -Lo so ma mi preoccupo lo stesso, sei incinta Celine e potresti avere un malore, perdere i sensi... non lo so- disse passando una mano tra i suoi capelli che brillavano a causa del riflesso delle luci, -ma come siamo positivi- lasciai la sua mano e presi il drink davanti a me, mi fu sequestrato di mano prima ancora di bere la prima goccia -non puoi bere questa roba- sbuffai rumorosamente -che palle- Vidi Ryan stampare un bacio a Keyra, oddio che carini. Sono sicura che avevo i cuoricini al posto degli occhi, vidi Keyra girarsi verso la mia direzione, le feci l'occhiolino e lei sorrise. -Andiamo a casa?- Justin interruppe i nostri messaggi in codice segreto -portami a casa- mi alzai, -quale casa?- Chiese alzando un sopracciglio -mia- mi sbrigai ad uscire, mi raggiunse e salì in auto senza proferire parola. Dopo un pò gli rivolsi la parola -Justin hai sbagliato strada, questa non porta a casa mia- rimase in silenzio, lo feci anch'io, tanto era inutile. Parcheggiò l'auto nel garage di casa nostra e venne ad aprirmi la portiera, ero ancora seduta, imbronciata come una bimba di tre anni, nonostante quello non me ne fregava niente. -Non scendi?- Disse -non è esattamente qui che ti ho chiesto di portarmi- aggiunsi -e va bene- infilò un braccio sotto le mie gambe e l'altro dietro la mia schiena -ma che fai mollami- mi dimenai ma rafforzò la presa -no- disse soltanto -stronzo- smisi di muovermi -piccola- posò un bacio casto sulle mie labbra -smettila di parlare- Entrammo a casa e mi posò, mi ricomposi e mi guardai intorno, -Jazzy?- Incrociai le braccia al petto -dorme da mia madre- disse levandosi la maglietta, i muscoli dei suoi addominali si contraevano... -ah ok- mi voltai e andai a prendere dell'acqua, -hai fame? Ti preparo qualcosa?- Mi chiese entrando in cucina, feci di no con la testa, -scusami tanto per prima- disse grattandosi la nuca, -vuoi che ne riparliamo?- Misi giù il bicchiere -Justin intanto rimettiti la maglietta, non riesco a concentrarmi- fece un sorriso sghembo e guardò il suo stomaco scolpito, -ah si scusa- mi voltai e iniziai a ridere sotto i baffi. Sentì dei piccoli calcetti nella pancia, la toccai e chiusi gli occhi, -che succede piccola, ti senti bene?- Venne verso di me allarmato, -shhh sto sentendo i calci- dissi sorridendo -però sono abbastanza dolorosi, strinsi gli occhi, presi la sua mano e la misi sul mio ventre, -senti- sussurrai, gemette e iniziò a ridere -è stranissimo- sorrise -cosa?- Dissi -questo. È una sensazione strana per me- si inginocchiò e baciò la mia pancia. -Justin?- Mormorai -mh?- mi guardò, stava facendo zapping, sì insomma ci stavamo annoiando a morte. -Quando decideremo la data del matrimonio?- Dissi un pò timida -vero, volevo chiedertelo anch'io... ma se non ti senti pronta piccola, possiamo aspettare, tutto il tempo che vuoi- disse -tanto sei già mia- ritornò con lo sguardo verso la tv. A quelle parole mi sciolsi come burro, letteralmente.
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