DIVENTATO UN CIUCHINO VERO, È PORTATO A VENDERE, E LO COMPRA IL DIRETTORE DI UNA COMPAGNIA DI PAGLIACCI PER INSEGNARGLI A BALLARE E A SALTARE I CERCHI; MA UNA SERA AZZOPPISCE E ALLORA LO RICOMPRA UN ALTRO, PER FARE CON LA SUA PELLE UN TAMBURO Vedendo che la porta non si apriva, l’Omino la spalancò con un violentissimo calcio: ed entrato che fu nella stanza, disse col suo solito risolino a Pinocchio e a Lucignolo: – Bravi ragazzi! Avete ragliato bene, e io vi ho subito riconosciuti alla voce. E per questo eccomi qui. A tali parole, i due ciuchini rimasero mogi mogi, con la testa giù, con gli orecchi bassi e con la coda fra le gambe. Da principio l’Omino li lisciò, li accarezzò, li palpeggiò: poi, tirata fuori la striglia, cominciò a strigliarli perbene. E quando a furia di strigliarli,

