La sera, sul tardi, Fabrizio entrò a Milano attraverso la Porta Renza, che dà su una passeggiata alla moda. Il fatto di aver mandato i due camerieri a incontrare Fabrizio in Svizzera aveva dato fondo alle scarse risorse economiche della marchesa e di Gina. Per fortuna Fabrizio aveva ancora qualche napoleone, e un diamante, che decisero di vendere. Le signore conoscevano tutta Milano e erano molto simpatiche a tutti. I personaggi più influenti del partito austriacante e clericale andarono dal barone Binder, capo della polizia, a parlare in favore di Fabrizio. «È inconcepibile,» dicevano, «che si possa prendere sul serio un colpo di testa di un ragazzo di sedici anni che scappa di casa dopo un litigio con il fratello maggiore.» «Il mio mestiere è di prendere tutto sul serio,» rispondeva il

