Lei è come il vento. {Paragrafo 2}

1038 Words
A quelle parole, lei mi guardò con occhi emozionati, mentre addentavo il pane. Feci un morso e poi le porsi la fetta per farle fare lo stesso. "Mangia. No, non ci andremo.* Dissi mentre lei addentava il pane, che scrocchiava sotto i suoi denti bianchissimi. Ero consapevole che invece ci saremmo andati perché non riuscivo a dirle di no e che ogni mio tentativo di dissuaderla sarebbe andato in fumo. Alla fine, eravamo comunque ben mescolati agli altri, alla Rupe. Grazie a Dima, Bella e Dunja lei poteva allontanarsi da me o Logan e James e sembrare una comune giovane Lupa in giro con amici. Questa cosa era un'ottima copertura affinché si integrasse nel Branco dei Lupi e non sembrasse emarginata, cosa che avrebbe destato sospetti. Se fosse stata sempre con noi, avrebbe attirato chiacchiere, in questo modo la cosa passava più sottogamba. "Vedremo." Mormorai a bocca piena, dopo aver fatto un altro morso. Non riuscivo proprio a resistere nel vedere quell'espressione eccitata tramutarsi in un faccino deluso. Ero stanco, in realtà, avevo passato il pomeriggio in giro a cercare qualunque cosa che mi conducesse a Meira ed al pericolo di essere nello stesso lato del globo terrestre assieme a lei. Più stavamo distanti dal suo accampamento, più la mia pelliccia restava di un colore scuro. I primi peli bianchi mi sarebbero venuti per l'ansia, ne ero consapevole. "Raccontami cosa hai fatto oggi." Le chiesi, curioso di sapere come aveva passato la giornata. Si tolse dalle mie gambe e si sedette al mio fianco, allungò i piedi verso il caminetto e così feci anche io, mentre la musica continuava a riempire l'aria. Mi veniva in mente la prima volta che ci eravamo seduti accanto a quel caminetto, a scaldarci i piedi, il primo giorno che era arrivata. Dea Luna, sembrava ieri. "Ho preparato delle torte, ho incartato i regali, ho terminato gli addobbi essiccando le fette di arancia per legarle alla cannella e ai rami di pino, per buon augurio!" Mi disse lei divertita. "E in tutto ciò, hai studiato qualcosa?" Le chiesi. Lei piegò la testa di lato e mi sorrise, poi abbassò la voce. "Ma è noioso fingere di imparare le lingue! Io le parlo già tutte!" "I Lupi non parlano tutte le lingue quindi farai bene a fingere di studiare, le lingue ed anche le altre materie." Le dissi ridendo. "Mi diverto di più ad incartare i regali." Mi rispose con l'aria furbetta. La osservavo mentre mi raccontava la sua giornata, osservavo le sue sopracciglia bionde alzarsi e accompagnare ogni suo pensiero, guardavo perso quelle lunghe ciglia che racchiudevano pietre preziose di inestimabile valore, che avevo la fortuna di poter guardare ogni giorno. La sua voce si sovrappose nella mia mente a quella di Patrick Swayze che faceva da sottofondo musicale alle sue parole nei pensieri. She's taking my heart, (ha preso il mio cuore) but she doesn't know (ma lei non sa) what she's done. (cosa ha fatto.) La mia mente spaziava tra le parole di lei e le parole della canzone She's like a wind, che sembravano accordarsi perfettamente con i miei pensieri. Ah, se lo capivo Johnny. A furia di guardare quel film, iniziavo a sentirmi vicino a quel povero ballerino ed alle sue pene d'amore. Lei riempiva l'aria mentre parlava e ridacchiava, spargendo serotonina nell'aria al punto che restavo lì ad ascoltarla, con un mezzo sorriso sul viso e temo un'espressione beota, ubriacandomi di ogni sillaba pronunciata. Io lo sapevo, cosa mi stava succede. Ero caduto nel peggior incubo di ogni Lupo, quello da cui ero praticamente scappato per tutta la mia adolescenza: l'imprinting. L'imprinting è qualcosa che ti porta a pensare che la persona che te l'ha scatenato sia l'unica con la quale tu possa vivere felicemente. Anche perché, che tu lo voglia o meno, questa diventa il centro esistenziale del tuo mondo, dei tuoi pensieri, delle tue azioni e il solo pensiero di stare distante da lei per poco più di un'ora, ti dilania l'anima con un'ansia che si riesce a placare solo nel momento in cui riesci ad abbracciarla di nuovo. 🐺 È DIFFICILE DA DESCRIVERE. NON È UN COLPO DI FULMINE, DAVVERO. È PIÙ UNO SPOSTAMENTO DI GRAVITÀ. QUANDO VEDI LEI, ALL'IMPROVVISO NON È PIÙ LA TERRA CHE TI TIENE ATTACCATA A SÉ. È LEI. E NIENTE CONTA PIÙ DI LEI. SAI CHE PER LEI FARESTI QUALSIASI COSA, PER LEI SARESTI QUALSIASI COSA. DIVENTI TUTTO CIÒ DI CUI HA BISOGNO, CHE SIA UN PROTETTORE, UN AMANTE, UN AMICO, UN FRATELLO. 💭 Giove? Seriamente? Hai nostalgia di Eclipse, ti manca guardare Twilight? 🐺SEMPRE STATO TEAM JACOB! È IL PIONERE DELL'IMPRINTIG, LUI. 💭 Noto... Gli risposi mentalmente, eludendo volutamente ogni tacita domanda sollevata da lui. Odiavo a volte il fatto che potesse leggermi in questo modo così a fondo, che fosse così legato con me e che vedesse così nitidamente le cose che neanche io volevo vedere. Intanto, la canzone continuava e tra questa e Giove mi sentivo decisamente con le spalle al muro: ma preferivo fare lo scemo e non andare in guerra, piuttosto che ammettere platealmente cosa mi stesse accadendo. "E tu cosa hai fatto, Mike? Sei sparito per ore." Gelosia? Era quella che avevo sentito nella sua domanda? Possibile? Non volevo che crescesse nella paura e quindi avevo inventato dei compiti per il branco che in realtà non svolgevo. Ma erano un'ottima scusa per allontanarmi dalla baita e controllare i confini più remoti dei nostri territori, sempre nel terrore di scoprire che qualche lupo del branco di Meira si avvicinasse troppo a noi. Inoltre, delle volte dovevo adempiere ad alcuni doveri reali come ad esempio vedere Kasia, la mia futura promessa sposa, sempre nei progetti paterni ovviamente. A volte invece, semplicemente incontravo altri lupi miei coetanei e miei simili come ruolo, per evitare la visita di mio padre per le mie negligenze di ruolo. Ero pur sempre il primogenito di un Alpha e sebbene tenessi tutte fuori dal mio letto, dovevo almeno fare finta di provare un vago interesse per quel mondo che avevo ripudiato, almeno questo era il pensiero di mio padre. Lui era l'ultima persona che volevo si intromettesse nella vita che avevo costruito, soprattutto non volevo che avesse voce in capitolo con Elara.
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