Aveva portato via tutto. Il suo profumo non aleggiava più nell’aria, il lucidalabbra era sparito dal comodino, e sul comò non c’era più neppure una foto. Solo una era rimasta. L’aveva lasciata lì per me, sul mio comodino, come una ferita aperta: noi due, durante una passeggiata nei boschi della Virginia. Sorridevamo. Ignari. Felici. Adoravo quella foto. Ora mi dilaniava. D’istinto spalancai l’armadio. Vuoto. In quella manciata di minuti aveva portato via tutto. Ogni abito, ogni traccia, ogni brandello di presenza. Proprio tutto. E io… io mi sentii crollare dentro. Come se qualcuno mi avesse strappato l’aria dai polmoni, la pelle dalle ossa, lasciandomi un guscio freddo e tremante. Fu allora che capii. Era una prova generale del futuro. Un’anticipazione crudele di quando l

