VIIIIl barone Come ogni mese, l’ultimo sabato e l’ultima domenica di febbraio, Dario Morganti si recò a Perugia a vendere libri e stampe al mercatino dell’antiquariato. Dopo aver scaricato i tavoli, le borse stracolme di carte e tutto il materiale occorrente per allestire il banco, lasciò la R4 al parcheggio coperto di piazza Partigiani. Risalì al centro con le scale mobili che attraversano ripide l’antica fortezza della Rocca Paolina. Com’era solito fare s’incamminò lungo Corso Vannucci per andare a comprare il giornale all’edicola vicina alla Fontana Maggiore. Al ritorno camminava pigramente, con la testa china, incupita da tanti pensieri. Tutt’a un tratto sentì uno sguardo fisso su di lui che gli penetrava la pelle, gli entrava nel cuore, riscaldava le membra intorpidite dall’aria gel

