Chapter 10

1059 Words

XLinda Era il 28 di aprile, martedì precisamente, lo ricordo bene. Mario se n’era appena andato. Lo avevo invitato a salire da me per convincerlo a farmi un paio di lavoretti: il pavimento della cucina e la tettoia dell’ingresso. Lo vidi zappettare l’orto mentre salivo con lo scooter verso casa. «Mario, sali da me» gli gridai. Lui scosse la testa come a farmi intendere: «Che dici … non ti sento». Il rumore del motorino attutiva le mie parole, non riuscivano a superare la distanza. Lo spensi e ripetei. Lui mi gridò: «Va bene» forte e chiaro. Salì all’imbrunire, mentre il cielo si oscurava e nuvole compatte s’addensavano minacciose. Era stata una giornata umida, con un’aria che mi s’appiccicava addosso, pregna di profumi d’erba verde bagnata dalla pioggia del mattino. Gli illustrai i la

Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD