16 Domenico guardò il quadrante del Rolex che ostentava sul polso sinistro: erano le diciannove e trenta. Mancava mezz’ora alla fine del turno di servizio delle chiappe più belle che lui avesse mai visto e sentiva il desiderio crescere dentro di sé. Accese il computer, cercando la cartella contenente le immagini che avrebbero alimentato ulteriormente la sua morbosità. Erano scatti rubati di donne comuni che per ragioni diverse lo facevano impazzire. Fotografie di insieme e di particolari in cui risaltavano le forme armoniose dei corpi o la deliziosa provocazione di un pizzo. Le scorreva con calma, talvolta accarezzando il display quasi a cercare un contatto. C’erano anche le immagini di Delicia che aveva fatto mentre si trovava al supermercato. Le guardò con lussuria, esprimendo un es

