2-5

1065 Words
Concedere quella parte di sé fu per lui come realizzare un sogno proibito e si stupì di come lei lo facesse sembrare tanto naturale, semplice. Averla però così vicina e non poterla stringere come desiderava lo indusse a irrigidirsi. Non era abituato a soddisfare le esigenze degli altri, anteponendole alle proprie. Se voleva qualcosa, la prendeva. Subito. Con lei, invece, più del desiderio in sé, prevaleva la paura di esagerare, di fare o dire qualcosa che la allontanasse. Le accarezzò la schiena, pensoso. “Andiamo via” le sussurrò, faticando persino a riconoscere la propria voce. Imperiosa, come sempre, ma con una nota di preghiera che lo lasciò scosso. Non aveva avuto intenzione di darle un comando, ma l’effetto fu il medesimo. Abigail si ritrasse, il disagio evidente. “Senti… So quale impressione ti ho appena dato e credimi, baciarti è… fantastico! Se però cerchi una donna da dimenticare domattina, allora non sono io quella giusta e te lo dico senza esprimere giudizi.” Qualcosa diceva a Diego che non sarebbe riuscito a dimenticarla nemmeno dopo una vita intera, perciò si alzò, le porse le mani e l’aiutò a mettersi in piedi. “Gail, ti prometto che non esigerò nulla, se non il piacere della tua compagnia. Spostiamoci, andiamo a mangiare qualcosa: intendevo solo questo.” Lei annuì sollevata, intrecciò le dita alle sue e riuscì a sorridere, anche se con meno scioltezza. Diego si sentì comunque il padrone dell’universo. Denaro e potere non gli avevano mai regalato una sensazione tanto profonda di realizzazione personale. Aveva la sua fiducia, almeno per il momento, e il calore delle loro mani unite riusciva a scaldarlo nei luoghi più remoti dell’anima. Cogliendo l’attimo, si chinò su di lei per un altro breve bacio. “Grazie” le sussurrò, ripromettendosi di comportarsi da perfetto gentiluomo. Prima che si allontanassero, lei fece un breve cenno di saluto alle sue amiche, che le sorrisero compiaciute e, in parte, sbalordite. In generale, parvero approvare la sua scelta di seguirlo. Qualcuno però lo aveva riconosciuto e Diego tremò al pensiero che l’esitazione di Gail potesse essere stata causata da qualche chiacchera. Non se lo sarebbe mai perdonato, se la sua cattiva reputazione avesse finito per rovinare le cose con lei. L’attrazione che li univa affondava già a un livello così intimo che, anche camminandole accanto, si sentiva un essere umano migliore. Un uomo completo. Fosse solo per questa ragione, doveva starle accanto il più possibile. Si avviarono a passo di lumaca in direzione dell’autorimessa su Union Street in cui aveva parcheggiato, ma prima dovettero passare di fianco a uno degli ambulanti più affollati e lo fecero nel momento in cui questi annunciò di offrire bevande gratis a chiunque avesse fatto ordini per almeno quaranta dollari. La folla esplose in un boato assordante e molti avventori si unirono alla ressa già formatasi davanti al grande chiosco. Nella confusione preoccupante che ne derivò, Diego fu spintonato a più riprese e infine perse la mano di Gail, che fu trascinata ad alcuni metri di distanza, lontano dalla sua vista. Due cose accaddero in contemporanea. La prima fu che di colpo perse la ragione, perché tra la folla e il volume assordante della musica, non riusciva neppure a farsi sentire da lei. La seconda fu che, dopo l’iniziale smarrimento, si sentì più determinato che mai, come se dentro gli si fosse risvegliata una forza nuova e il suo unico scopo nella vita fosse ricongiungersi a lei. A una donna appena conosciuta, della quale non sapeva nulla, se non il nome. Mai, fino a quel momento, Diego aveva avuto l’impressione che perdere qualcuno potesse significare perdere se stesso e le sue solide certezze, ma era un combattente nato. Nessuna sfida era mai stata più importante di quella e lui non aveva intenzione di perderla. Sgomitò senza pietà per nessuno e si beccò anche diversi insulti, ma riuscì a stento ad avanzare di qualche passo, finché non udì la squillante voce di lei che, schiacciata tra due energumeni dalle mani lunghe, cercava di farsi notare. Una consueta sensazione di rabbia lo accecò: li raggiunse, afferrò il tizio più vicino per il bavero della giacca e lo allontanò con una spinta. Il secondo fece per lamentarsi, ma gli bastò guardare la furia nei suoi occhi glaciali per allontanarsi senza storie e trascinare via l’amico mezzo ubriaco. Gail volò subito tra le sue braccia. Si strinse al suo petto guardandolo con sollievo e, mentre le sue labbra pronunciavano il suo nome, lui smise del tutto di resistere alla piccola parte di sé che ancora tentava di razionalizzare quell’incontro così disarmante. Si chinò e la baciò con trasporto, come avrebbe voluto fare sin dall’inizio. Avrebbe potuto offrirle rispetto e tenerezza, ma in quel momento voleva che sapesse che la desiderava, che l’avrebbe protetta e che non avrebbe permesso a nessuno di portarla via. Così le stuzzicò le labbra con la lingua e un attimo dopo lei le dischiuse. Il contatto fu accolto con entusiasmo, mentre i loro corpi aderivano, combaciando come fossero due pezzi diversi dello stesso puzzle. Poiché era molto più alto di lei, il suo seno arrivava all’altezza dei suoi addominali e gli fu impossibile nascondere la propria eccitazione. Le affondò una mano tra i capelli facendoli scivolare tra le dita, mentre l’altra si posava con poca galanteria su un gluteo e, proprio allora, lei iniziò a succhiargli la lingua. Vinto dalle emozioni, Diego gemette nella sua bocca. Sentiva le mani di Gail muoversi sulla sua schiena, sul sedere, quindi ancora verso l’alto, fino a carezzargli la nuca. Anche lei fremeva sotto il suo tocco per poi lasciarsi andare e Diego sapeva, in fondo alla sua anima, di vivere un momento unico, irripetibile. La schiacciò su di sé così tanto che lei non ebbe più spazio di manovra per le mani e poté solo afferrargli i capelli, che scompigliò giocosamente. Quindi la sollevò di peso, determinato anche a portarla in braccio fino a casa, ma lei iniziò a ridacchiare e a divincolarsi. “Mettimi giù, altrimenti penseranno che tu voglia rapirmi o peggio... sedurmi!” Non gli sfuggirono né il suo tono malizioso né lo sguardo appassionato, ma cedette e la rimise con i piedi per terra, limitandosi a mormorarle all’orecchio: “O peggio…” In uno stato di estasi e con le ali ai piedi, ripresero a muoversi, restando incollati l’uno all’altra, ognuno con il proprio carico di speranze.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD