CAPITOLO 2 Al suo rientro dall’esercito a Mosca, Nikolàj Rostòv fu accolto dai suoi di casa come il migliore dei figli, come un eroe e come il tanto amato Nikòluska; dai parenti come un simpatico e rispettoso giovanotto; dai conoscenti come un bel tenente degli ussari, un abile ballerino e uno dei migliori partiti di Mosca. I Rostòv, a Mosca, conoscevano tutti. Quell’anno il vecchio Rostòv disponeva di molto denaro perché sulle sue proprietà era stata rinnovata l’ipoteca e perciò Nikòlinka, che possedeva un cavallo da corsa suo personale, un paio di calzoni all’ultima moda, quali a Mosca nessuno aveva ancora veduto, e di stivali anch’essi modernissimi dalla punta aguzza e ornati di piccoli speroni d’argento, trascorreva allegramente il suo tempo. Rostòv, tornato a casa dopo un certo peri

