Ma giunto sul pianerottolo, prima di premere il bottone del campanello, celato nella modanatura della porta, si fermò un istante. Un silenzio perfetto regnava in tutto il palazzo. Guido calmò i palpiti del cuore e suonò. Un domestico venne ad aprire e trovandosi in faccia al padrone, s’inchinò rispettosamente, tirandosi da parte. Il conte si sentì crescere il coraggio, e con voce abbastanza ferma: – Dov’è la signora? – chiese, mentre entrava e il servitore richiudeva la porta. – Sarà un’ora che è uscita, – rispose il servitore. – Uscita? Impossibile! – Eppure è così, signor conte. – Ah! – esclamò Guido, con un sospiro di conforto, che sollevò il suo petto oppresso – non si sentiva poco bene? – Non mi pare, signor conte: appena vossignoria l’ha lasciata, la signora ha chiamata la c

