5 Ossessione Le lunghe dita di Decimus scivolarono lungo il suo fianco, disegnandoci sopra degli astratti ghirigori. Sembrava non avesse fretta di alzarsi dal letto, né di tornare alle sue faccende e chissà, magari era anche vero. Da un bel po’ di tempo, ormai, Ben ignorava cosa lui facesse, dove andasse, con chi si incontrasse. Parlavano lo stretto necessario e spesso le parole erano intrise di un’amarezza e di un disprezzo talmente evidenti che, all’occhio di un estraneo, sarebbero parsi come nemici, piuttosto che sposi. Le loro vite avevano preso una direzione del tutto divergente, come i rami del… del… Dannazione! pensò, adirato per non riuscire a ricordare neanche il nome di un fottuto albero. L’effetto del sedativo, stavolta, faticava a svanire. Nonostante avesse prosciugato

