DOPO LA CORSA Le automobili si dirigevano a tutta velocità verso Dublino, una dopo l'altra, rapide come proiettili, nel solco della Naas Road. Dalla cresta della collina gruppi di spettatori le osservavano correre verso casa, e, attraverso questo canale di povertà e di inerzia, il continente introduceva la sua ricchezza e la sua industria. Ogni tanto saliva un applauso dalla folla, l'applauso dell'oppresso riconoscente. Le simpatie, però, andavano alle vetture azzurre, le vetture dei loro amici: i francesi. I francesi, d'altra parte, erano virtualmente vincitori. La loro squadra si era piazzata molto bene: avevano ottenuto il secondo e il terzo posto, e il guidatore della macchina tedesca arrivata prima si diceva che fosse un belga. Ogni vettura azzurra, perciò, veniva salutata con una

