VI Isa Comparve all’improvviso sulla soglia della Buca. Indossava un cappotto lungo verde chiaro abbottonato, uno scialle bianco al collo e in testa un colbacco di castoro. I suoi riccioli biondo-rossastri le incorniciavano il viso. La fiamma delle torce ai lati della porta le forgiava un’aureola arancione tutt’attorno. I clienti che affollavano la taverna si voltarono a guardare stupefatti quell’inaspettata visione celestiale. Erano le otto di sera e stavo servendo una minestra di legumi. Per poco non rovesciai il piatto sulla tavola. Senza esitare, venne da me e mi strinse al petto. «Febo, finalmente.» «Chi ti ha detto? Diego?» «Sì… Diego. Me ne vado subito. Dove abiti?» «Alla pensione Cesarina, in via Torleone.» «E l’università?» «Sono iscritto con riserva.» «Che vuol dire?»

