CAPITOLO 3. NEW YORK ―Si svegli, siamo arrivati― mi disse una voce in un sussurro. ―Chi?, dove?― chiesi, sconcertato perchè non sapevo chi era. ―In verità è molto tempo che non viaggia― disse ancora la voce femminile. ―Gliel’ho già detto― confermai, mentre mi sistemavo sul sedile guardando Carolina. ―Non ha trascorso neppure un’ora sveglio sull’aereo, ed era giorno― commentò in tono scontento. ―E’ che, in un altro periodo, viaggiavo abbastanza, e mi sono abituato a dormire sugli aerei, in modo che quando arrivavo a destinazione ero totalmente riposato e pronto per la lezione magistrale o la conferenza nel convegno dove stavo andando. ―Ma ora non andiamo a nessun convegno― precisò. ―Sí, beh, è la forza dell’abitudine― dissi in tono di scusa. ―Signore e signori, è il capitano che pa

