Aronne con un lieve ma più che visibile movimento si sporse a sbirciarle le natiche e disse: «Mmm, vediamo un po’… più che grande direi grandioso.» Ester si alzò e, senza proferir parola, si infilò il giaccone e se ne andò. «Se spera che le corra dietro è proprio una povera illusa» disse Claudia rivolgendosi alla cameriera. «Ma insomma, Claudia! Perché devi subito dipingermi come un mostro insensibile agli occhi di questa bella ragazza?» disse Aronne fingendosi offeso. «Perché è quel che sei, amico mio, ormai ti conosco da cinque anni.» «No, è molto peggio di così, credi a me che lo conosco da sempre» le disse Tiziano. Lei sorrise e chiese: «Tolgo un coperto?» Risero anche loro dicendole di sì. Ester non rientrò più nel locale e nemmeno nella vita di Aronne. Ogni volta che passava

