61. Batjoke: Batman/Joker - Mantello

1399 Words
Da qualche anno J non era più il cattivo della situazione, non proprio almeno. Trovava sempre il modo di dar fastidio a Batman, gli spuntava davanti quando stava affrontando una nuova minaccia, non per combattere con lui, solo per infastidirlo, la maggior parte delle volte finiva anche per aiutarlo, con lo stupore di Batman stesso. Gli si avvicina di soppiatto e allungava le mani per infilargli qualche assurdo bigliettino nelle tasche, gli annodava il MANTELLO e una volta si era anche intrufolato nella batmobile. Quella si che era stata una scena divertente, Batman era preso dal cattivo di turno e lui aveva deciso di fargli uno scherzo innocente, così si era intrufolato nella batmobile e si era sdraiato sui sedili posteriori, solo che poi si era addormentato. Quando si era svegliato aveva notato il movimento dell'auto e aveva realizzato che Batman era già tornato e che lui aveva perso l'occasione di spaventarlo. Si era semplicemente alzato stiracchiandosi e sbadigliando sonoramente, poi aveva sentito Batman pronunciare uno stupito e sconcertato :" Ma che... JOKER" Poi B aveva frenato e lui, che si stava spostando con nonchalance sul sedile davanti, gli era letteralmente finito addosso. Da fuori sarebbe stata una scena piuttosto imbarazzante, Joker, colui che un tempo era il più grande antagonista di Batman... Seduto sulle sue ginocchia... Batman lo aveva guardato sconvolto e J aveva semplicemente detto :"Sei pazzo? Potevo farmi male, fortuna che sono atterrato sul morbido. Beh... Quasi" disse alzando una mano per palpargli il petto, poi continuó :"Sono veri o la tua divisa da super figo eroe è imbottita?" Non serviva un genio per capire che Batman era imbarazzato e J era certo che sotto alla maschera fosse anche arrossito. Dopo un attimo in cui B sembrava paralizzato, si ridesto e gli prese le mani intimandogli di scendere dalla sua auto e smettere di infastidirlo. Per tutta risposta lui gli si era messo a cavalcioni, con la scusa di scendere dalla sua portiera, e si era strusciato in un modo, decisamente indecente. Doveva ammettere che non era il suo piano iniziale provocare B in quel modo, poi però si era fatto prendere dalla piega degli eventi e... Doveva ammettere che non gli era dispiaciuto per niente. Da quel giorno aveva cercato di infastidirlo, per così dire, in altre maniere, ma non era semplice visto che lo incontrava solo la notte, durante i suoi pattugliamenti a Gotham. Certo avrebbe potuto intrufolarsi a casa sua, dopotutto aveva scoperto la vera identità di Batman da tempo, ma... voleva entrare in casa sua per altri scopi... Ad ogni modo B non credeva che lui fosse davvero diventato buono, quindi continuava a scacciarlo e a chiedergli cos'avesse in mente. Quella sera la fortuna, se così si può dire, girò dalla sua parte... Anche se sul momento si era preso uno spavento tremendo. B stava combattendo con un tizio completamente pazzo, più di lui si intende... Lui era seduto su un muretto e si stava semplicemente godendo lo spettacolo, sembrava che B se la cavasse alla grande, ad un certo punto però, questo tizio tirò fuori una pistola e sparó. Prese B sul pettorale sinistro, non sembrava una cosa seria ma poco dopo l'espressione di Batman cambiò e lui cadde in ginocchio ansante, come se improvvisamente sentisse tutta la fatica del combattimento. L'altro ne approfittò per sferrare un ultimo attacco, ma lui si lanció giù dal muretto e colpì il tizio con tanta forza che se la diede a gambe. Preoccupato J si inginocchió davanti a Batman e tenendolo leggermente su disse :"Hey, resta sveglio ok? Devo vedere subito quella ferita." Batman :"Sto.... Sto bene." J lo tirò su, trascinandolo con difficoltà sulla batmobile. J :"Non dire stupidaggini, per poco non ti fai ammazzare." Joker guidó veloce, non poteva andare in ospedale, non con Bruce vestito da Batman, ma non poteva neanche lasciarlo in quello stato, così lo portó a casa sua. Lanció una veloce occhiata a B, vedeva chiaramente i suoi occhi faticare a stare aperti. J :"Devi stare sveglio.... BRUCE stai sveglio." Quando arrivó a casa sua, Batman era svenuto e J se lo trascino in casa, fino al letto dove lo adagió. Prese velocemente la cassetta del pronto soccorso e spoglió velocemente Batman. La ferita sul pettorale sinistro non era molto grave, ma aveva uno strano colore, J non ci mise molto a capire che il proiettile era stato avvelenato. Per fortuna J conosceva bene i veleni e riuscì a dargli le giuste cure in tempo. Bruce dormì per due giorni e quando si svegliò, si guardó attorno velocemente, si trovava in una casa semplice ma bella e accogliente. Nella stanza da letto in cui si trovava, tutto era in perfetto ordine, Bruce chiuse appena gli occhi, poi li riaprì di scatto, realizzando che era stato colpito quando era vestito da Batman e che non sentiva il peso del suo costume. Bruce si alzó sui gomiti e alzó le elenzuola per dare conferma ai suoi pensieri, in dosso non aveva altro se non i suoi aderenti boxer neri, anche la maschera da Batman era sparita, la avvistó su una scrivania poco lontano dal letto. Quando un uomo entró nella stanza, Bruce non poté fare a meno di chiedersi chi fosse, l'uomo era alto, i capelli scuri, affascinante, la pelle chiara ma non troppo, indossava un paio di jeans aderenti neri e una t shirt con scritto sopra : I'm so cute babe Bruce lo squadró stranito chiedendosi chi fosse, fino a che questo non gli si avvicinó con una scatola del pronto soccorso e disse :"Come ti senti? Mi hai fatto prendere un colpo lo sai? Hai dormito due giorni, la ferita non è grave ma il proiettile era avvelenato, niente che non sapessi curare per tua fortuna." Bruce spalancó gli occhi, riconoscendo nella voce dell'affascinante uomo, Joker. Improvvisamente i ricordi fecero capolino nella sua mente: -Joker che gli salvava la vita -Joker che si inginocchiava intimandogli di stare sveglio, con voce preoccupata -Joker sulla batmobile che gli urlava :"BRUCE stai sveglio." J stava disinfettando la ferita, quando Bruce disse :" Joker? Tu... Era a conoscenza della mia identità" J prese una garza e la mise sulla ferita mentre rispondeva :"Arthur... Solo Arthur di giorno. E per rispondere alla tua domanda, certo che conoscevo la tua identità... In anni credi davvero che non ti abbia mai seguito per capire dove vivevi o chi eri?" Bruce guardó l'altro sconcertato e disse :"Arthur? Tu chi sei e che ne hai fatto del più grande cattivo di Gotham?" J rise forte a quelle parole e disse :"È anni che non ti creo più problemi, non credo di poter essere ancora definito il più grande cattivo di Gotham." Bruce :"Già... Quello era strano ma questo... Sembri una persona qualunque. Ora verrà fuori che lavori e vivi onestamente come chiunque altro?" scherzó lui. J :"Ti stupirà ma lavoro nella biblioteca della quarta strada e si... Sono onesto... Quanto basta." Bruce alzó un sopracciglio e disse :"Quanto basta?" J lo guardó in modo malizioso e gli si mise a cavalcioni, poi disse :" Beh... Ho un uomo ricco, sexy e indifeso nel mio letto... Potrei... Affrofittarmi di lui" Bruce arrossì e disse :"Non sei divertente, non scherzare." J avvicinó appena il viso a quello di Bruce e poco prima di baciarlo disse :"Non sto scherzando" Bruce si irrigidì, ma quando J gli passó le mani sul petto nudo, un brivido lo travolse e lui afferró J per i fianchi spingendoselo addosso. Il bacio divenne sempre più passionale, la maglietta di J finì per terra, Bruce invertì le posizioni e gli tolse anche i pantaloni. Divennero una cosa sola, riempiendo la stanza di gemiti e quando finirono, sdraiati uno accanto all'altro, J disse :"Ce ne è voluto di tempo per questo... Sai farti desiderare" Bruce lo guardó, ancora sconcertato per la piega degli eventi e disse :"Vuoi farmi credere che volevi venire a letto con me da tempo?" J per tutta risposta, appoggiò il capo sul petto dell'altro e baciandogli il pettorale sano disse :"Puoi dirlo forte. E voglio ripetere l'esperienza, magari preceduta da una cenetta romantica." Bruce :"Mi stai.... Mi stai chiedendo un appuntamento?" J :"Certo! Ma paghi tu..." Bruce rise appena e rimase li, un braccio sul fianco di J e nella sua testa l'ammissione silenziosa, che si... Gli era piaciuto quello che aveva condiviso con J e anche lui avrebbe voluto ripetere l'esperienza.
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