52. Tomarry: Harry/Tom Riddle - Diario

1467 Words
Tom era sempre stato un ragazzo singolare, già a scuola aveva mostrato un gran talento per gli incantesimi più complessi. Crescendo, aveva sviluppato un ossessione per il potere e un odio profondo nei confronti della sua famiglia. Niente era in grado di sciogliere il cuore di ghiaccio che sembrava non riuscire più a battere. Rinnegando il nome, la sua famiglia e la natura non completamente magica del suo sangue, Tom decise di farsi chiamare: Voldemort. Un giorno, la vita lo portò sulla strada di un ragazzo che, secondo un antica profezia, sarebbe stato il suo più grande rivale; ma solo uno dei due sarebbe sopravvissuto. Tom aveva ideato un piano perfetto per avvicinarsi al ragazzo: conquistare la sua fiducia e prenderne poi il sopravvento. Spesso però, gli obbiettivi che ci prefissiamo vengono stravolti dagli eventi della vita e Tom lo avrebbe scoperto presto. ****** Tom aveva 35 anni, era un giovane uomo dotato di grande bellezza, alto e magro, gli occhi di chi non teme nulla. Voleva ribaltare il mondo ed essere forte e rispettato, se necessario temuto. Molti maghi seguivano le sue idee e ben presto, Tom si circondo di persone a lui fedeli, disposte a tutto per lui. Quando uno dei suoi gli rivelò l'antica profezia, Tom tremò leggermente; per un secondo si sentì di nuovo bambino, in orfanotrofio a temere i soprusi degli altri bambini. Poi si ricordó di essere un adulto forte e capace e sorrise, pensando al povero sfortunato che voleva mettersi contro di lui. Non ci mise molto a scoprire chi era il ragazzo: un giovane diciottenne di nome Harry Potter, lavorava in un piccolo locale babbano nella periferia di Londra. Un mago che si abbassa a lavorare per dei babbani.. Patetico, pensó l'uomo. Tom iniziò a frequentare quel locale ogni giorno, sempre alla stessa ora per la colazione. Sempre lo stesso ordine: un caffè e un cornetto al pistacchio. Inizialmente non provó a parlare con il ragazzo, se ne stava in disparte e si limitava a ringraziare ogni volta che l'altro gli portava il suo ordine al tavolo. Dopo un paio di settimane, con una gentilezza innaturale, iniziò a parlare con il ragazzo. I discorsi erano leggeri: parlavano del tempo, del locale, della clientela. Con il passare dei giorni Tom decise di fare un altro passo avanti: Instaurare un legame con il ragazzo e ogni legame inizia da un nome, così si presentò. Tom :"Ad ogni modo... Mi chiamo Tom e un piacere conoscerti " Il ragazzo sorrise e disse :"Harry, piacere mio." Da quel giorno i loro discorsi iniziarono a prendere una piega più personale. Iniziarono a parlare della famiglia, del lavoro di Tom, degli amici di Harry ecc... Tom fingeva con molta abilità di non sapere che anche il ragazzo era un mago, così ad ogni domanda restava sul vago. Harry :"Vivi qui vicino?" Tom :"Vivo in un posto tranquillo nei pressi di Londra." Harry :"E la tua famiglia?" Tom :"Non ne ho una... Per così dire." Harry :"Già... Neanche io... Per così dire. Che lavoro fai?" Tom :" Gestisco una piccola impresa" Harry non gli chiedeva mai troppi particolari, e lui aveva scoperto tanto del ragazzo. Tom pensava che fosse molto facile avvicinarsi a lui, il ragazzo era anche troppo socievole. Così il passo successivo fù mostrare a Harry che era un mago. Alla fine del turno di Harry, Tom fece finta di essere stato aggredito da un uomo in un vicolo. Harry ovviamente estrasse la bacchetta e si avvicinò al vicolo per aiutare l'uomo. Una volta affacciatosi però, si trovo davanti Tom che combatteva abilmente con un uomo incappucciato, che poi fuggì. Senza riuscire a trattenersi Harry uscì allo scoperto e disse :"Sei un mago !" Tom fece finta di essere sorpreso e disse :"Harry... Non so cosa tu abbia visto ma non è come credi." Harry :"Tranquillo... Puoi fidarti, anche io sono un mago." e mostrandogli la bacchetta disse :"Ho studiato ad Hogwarts" Da quel giorno, i due presero a vedersi spesso anche fuori dal locale. Andavano al parco, a pranzo insieme, facevano un giro in centro. Tom scoprì che Harry gli somigliava molto: una vita difficile, una famiglia difficile e pochi veri amici. Presto iniziò ad affezionarsi al ragazzo e l'affetto che provava per lui era in costante aumento. Tom doveva ammettere che parlare con Harry era più naturale di ciò che immaginava. Era diventato normale ridere con lui, raccontarsi la propria giornata e passare del tempo insieme. Fù questo che lo spinse ad invitare Harry a cena, fù questo che a fine serata, quando davanti alla porta del suo appartamento Harry lo bació... Lo spinse a ricambiare. Per Tom baciare Harry era naturale; si sentiva bene e libero dai suoi fantasmi del passato per la prima volta. La profezia, il dolore, i suoi piani di ribaltare il mondo...era sparito tutto. Se poteva avere Harry fra le sue braccia, niente avrebbe avuto più importanza. Così si fece prendere dalla passione, e tirò Harry in casa con se, lo spinse in camera da letto e lungo il tragitto i loro vestiti finirono a terra. Passarono la notte avvolti dalla passione e ogni tocco di Harry, scongelava un po' il cuore tenebroso di Tom. Quando Tom si svegliò al mattino, vide Harry in piedi, davanti alla scrivania che reggeva un piccolo libricino tra le mani. Tom si alzó, cercando di non emettere alcun rumore e cingendo la vita di Harry con le braccia, gli posó un tenero bacio sotto all'orecchio. Tom :"Buongiorno splendore... Perché non rimandi la lettura e torni a letto?" Appena finì la frase, un singhiozzo trattenuto lo raggiunse e alzando lo sguardo su Harry, notò delle calde lacrime scendere dai suoi occhi. Spostó lo sguardo da Harry al quadernino che aveva tra le mani e con orrore si accorse che non era un semplice quaderno: Harry aveva trovato il suo DIARIO di famiglia, con sopra scritta la profezia e l'avanzamento del suo piano. Ciò che Harry ovviamente non sapeva, era che i suoi piani erano cambiati, quando aveva imparato a conoscerlo. Tom, infatti, non scriveva più niente sul diario da settimane, ne aveva perfino scordato l'esistenza. Tom :"Harry... Ti prego lasciami spiegare." Harry si scostó da Tom, buttó a terra il diario e guardando l'uomo negli occhi disse :"Mi hai preso in giro... Sapevi chi ero, cos'ero... E mi hai usato." Tom :"No io..." uno forte schiaffo sul suo viso, bloccó le sue parole. Harry :"Me ne vado..." Tom però lo afferró per il polso e cercò di parlare nuovamente. Harry si divincoló e non riuscendo a liberarsi, iniziò a prendere a pugni Tom sul petto. Le lacrime continuavano a scendere imperterrite dal suo viso e la sua voce, ripeteva in una litania dolorante :"Ti odio" Tom lo fermò con delicatezza e disse :"Io ti amo. Lo so che è folle e che non puoi credermi visto ciò che hai letto.. Ma ti amo. Non lo avevo programmato. Quello che hai letto è vero, volevo solo il potere e il rispetto di chi avevo intorno, ero disposto a tutto per ottenerlo anche ad uccidere. E quando mi hanno detto della profezia, ho organizzato un piano per avvicinarmi a te. Poi però... Mi sono avvicinato davvero, più di quello che pensavo, mi sono avvicinato così tanto da innamorarmi di te. Harry, so che mi odi ma ti prego, ti imploro... Credimi se dico che non voglio più farti del male da tempo. Farei qualunque cosa per proteggerti. " Harry :" Perché dovrei crederti? " Tom :" Io... Vorrei davvero darti una buona motivazione.. Ma non ne ho una. So di essere stato un mostro, ho fatto cose orribili di cui ora mi pento. E avrei fatto cose ancora peggiori se non ti avessi conosciuto. Prima di te vivevo nell'odio verso il mondo... Ora odio me stesso, perché questo mio sentimento ti sta allontanando da me. Ma giuro sulla mia vita.... Che ti amo Harry Potter. " Un'ultima lacrima scese dalle guance di Harry, poi lui abbassó lo sguardo e disse :" Io... Non posso." Gli occhi di Tom presero a luccicare e disse :" Ti prego... Dammi una possibilità... Una sola. " Harry :" Io... Mi serve tempo. " così dicendo se ne andò, lasciando Tom nel pianto e nella disperazione. Tom ci avrebbe riprovato, aveva trovato un motivo per vivere e per smettere di odiare, avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per riconquistare Harry. Da parte sua Harry lo avrebbe perdonato un giorno, infondo anche lui amava Tom. Non possiamo sapere con certezza cosa accadrà, ma una cosa la sappiamo: l'odio è un sentimento che non porta a nulla. Ti logora dentro, assopisce il cuore, lo distrugge e porta via ogni cosa felice. Perciò... Non odiate chi vi ha feriti, piuttosto andate avanti e imparate ad amare chi vi merita.
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