50. Grindeldore: Silente/Grindewald - Onore

1194 Words
Albus stava camminando per le strade di Godric's Hollow, era stanco e non avrebbe voluto tornare a casa. Voleva bene alla sua famiglia, ad Aberforth, anche se era una testa calda e ad Ariana, anche se era pesante prendersi cura di lei. Tutto nella sua vita era fermo, aveva 17 anni e avrebbe voluto girare il mondo o fare qualcosa di grande e magnifico, qualcosa che potesse ristabilire l'ONORE del loro nome, perso per gli errori del padre. Era così preso dai suoi pensieri che non notó il giovane ragazzo biondo, che uscendo da casa della signora Bath si scontró con lui. Albus :"Mi dispiace, ero sovrappensiero e non ti ho visto." Gellert :"Scusami tu... Abiti qui vicino vero? Mia zia mi parla spesso di voi" Albus :"Tua zia?" Gellert :"Bathilda Bath... È la mia pro zia." Albus non aveva idea che la signora Bath avesse un nipote, l'aveva sempre vista girare da sola, mai nessuno che veniva a trovarla. Albus :" Capisco, non ti ho mai visto qui" Gellert :"No... Mi sono trasferito da poco, andavo a Durmstrang. Ora devo andare, se ti va... Possiamo vederci ogni tanto, sai non conosco nessuno qua intorno." Albus non poteva negare che il ragazzo dai capelli dorati era di una bellezza unica. Albus :"Volentieri... Passerò a trovarti" Gellert :"Fantastico." Disse schizzando via. *********** Passarono diversi giorni, Albus continuava a pensare al bel ragazzo biondo, non sapeva neanche il suo nome. Si ritrovava spesso, in maniera del tutto casuale ovviamente, a camminare davanti casa della signora Bath, na non vedeva mai il ragazzo. Un giorno sua madre doveva portare delle cose alla signora Bath, così Albus decise di accompagnarla. Bathilda era una delle poche persone a Godric's Hollow che non li giudicava e che parlava con loro, era una signora gentile e ben educata. Quando entrarono in casa, la signora Bath chiamò subito suo nipote, poi si giró verso Silente e disse :"Si è appena trasferito e non conosce nessuno, magari potreste diventare amici." Gellert scese velocemente le scale che portavano al piano terra e vedendo Albus sorrise :"Ciao di nuovo. Non ci siamo pressntati la scorsa volta, mi chiamo Gellert Grindewald." Albus arrossì guardando il sorriso del biondo e disse :"Albus Br... Ehm.. Solo Albus... È meglio" disse imbarazzato. Gellert sorrise ancora trovando Albus molto tenero. Nei giorni a seguire i due presero ad uscire molto insieme, per lo più passavano le giornate al parco o andavano a prendersi una burrobirra in un piccolo pub in periferia. Gellert aveva girato molti posti, era originario della Germania e aveva frequentato la scuola bulgara di Durmstrang fino all'anno prima. Aveva sempre un sacco di splendidi racconti sui posto che aveva visto e sulle persone che aveva incontrato, spesso Albus si chiedeva se era tutto vero. La verità era che non gli importava molto, sarebbe stato ore a sentirlo parlare, affascinato da quelle piccole e rosee labbra che si muovevano. Gellert era audace e affasciante, pur non parlando molto, aveva fatto una strage di cuori in tutta Godric's Hollow e a differenza di Albus non aveva paura del giudizio degli altri. Albus invidiava la sua libertà e ogni giorno che passava invidiava sempre di più le ragazze che gli giravano attorno e che lo sfioravano con ogni scusa possibile. Il massimo che era riuscito a fare lui, era stato dargli un bacio sulla guancia, con la scusa di ringraziarlo per il regalo di compleanno che gli aveva fatto. Un giorno, Albus stava tornando da una commissione per sua madre e passando per la piazza, vide una ragazza baciare Gellert sulle labbra. Albus sentì il suo cuore andare in frantumi e i suoi occhi iniziare a pizzicare. Corse a casa e senza salutare sua madre si diresse in camera, buttandosi di peso sul letto. Nei giorni successivi, Albus evitò Gellert, il solo pensiero di vederlo e di sentir parlare della sua nuova conquista lo uccideva. Un pomeriggio, però, era seduto a terra nel piccolo parco poco frequentato di Godric's Hollow e stava facendo volare sulla sua testa dei piccoli cuoricini di carta, come se fossero uccellini. La sua schiena era appoggiata ad un albero, la sua testa puntava verso l'alto e i suoi occhi erano chiusi, lasciandosi beare dal calore del sole sulla sua pelle. Improvvisamente un ombra caló su di lui, che infastidito dalla mancanza del sole, aprì gli occhi. Davanti a lui trovò Gellert, che come sempre gli mostrava un gran sorriso e con tono scherzoso gli disse :"Ciao, sai stavo passado da queste parti e ho visto un bel ragazzo a terra, così ho pensato che dovevo proprio presentarmi." Albus arrossì al complimento ma cercando di rimanere serio disse :"Devi smetterla di fumare le foglie della tentacula... Ti fanno male." Gellert scoppiò a ridere e si sedette accanto ad Albus, così vicino che le loro spalle si toccavano. Gellert :"Allora vuoi dirmi che ti prende? Mi eviti da giorni e non pensare che non me ne sia accorto." Albus :"Ero impegnato" disse, guardando davanti a se. Gellert :"Si certo... E i cuoricini svolazzanti? Pene d'amore?" Albus si irritó leggermente e con voce dura disse :"No... L'amore è una stupida perdita di tempo e non fa per me. Non sono come te che amo tutto il paese." Il sorriso di Gellert sparì e improvvisamente serio disse :"È per la ragazza della piazza? Ti ho visto, sei corso via senza che potessi dirti nulla, ma sembravi... Sconvolto. E quando ti ho cercato a casa, tua madre mi ha detto che eri impegnato" disse, facendo il gesto delle virgolette alla parola impegnato, come per intendere che non ci credeva neanche un po'. Albus :"Perché era una ragazza? Non l'ho vista bene era così pelosa che poteva sembrare un grizzly" Gellert scoppió nuovamente a ridere e poi disse :"Sai... È stata lei a baciarmi.. Io lo allontanata subito." Albus :"Perché pensi sia affar mio?" disse scontroso, ma in cuor suo era felice di sapere che tra Gellert e quella ragazza non c'era niente. Gellert :"Così... Pensavo che ti interessasse... Sembravi geloso di lei" disse lui fischiettando Albus :"Di lei?" Disse staccando la sua schiena dal tronco dell'albero e guardando male l'altro. Gellert sorrise appena e disse :"Ah... Allora avevo ragione sulle pene d'amore." A quel punto Albus arrossì furiosamente e iniziò a balbettare, cercando di trovare una scusa plausibile per il suo atteggiamento. Gellert intenerito dal comportamento dell'altro si avvicinó e lo baciò. Il bacio fù inizialmente delicato, più un accarezzarsi di labbra che un vero contatto, poi Gellert azzardó e piano leccó il labbro inferiore di Albus, come una muta richiesta di accesso. Albus aprì piano le labbra e diede completo accesso della sua bocca al biondo. Il bacio divenne più intenso e passionale e i cuori sopra alle loro teste divennero presto piccoli fiocchi di neve, che delicata si posavano sui loro volti. Gellert si staccò appena e sorridendo disse :"Stai facendo nevicare" Albus :"Di chi credi sia la colpa?" Gellert :"Sono onorato di assumermene tutta la responsabilità." e sorridendo lo baciò ancora. I due ragazzi stettero li, a baciarsi seduti sull'erba fresca e a far loro da testimone, solo quel grande albero, che piano si riempiva di neve.
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