La guerra era finita e lui era li, seduto appena fuori la sala grande, su quei pochi scalini rimasti, con intorno polvere e PIUME svolazzanti, lasciate dai gufi che erano scappati di corsa dalla scuola.
Un taglio gli attraversava di traverso il sopracciglio sinistro, lo zigomo destro era tumefatto e dolorante.
Draco Malfoy non avrebbe mai voluto essere un mangiamorte, non avrebbe voluto prendere parte a tutto quello e per un po' pensava di non avere scelta. Quel giorno però, aveva visto solo morte e distruzione intorno a se e sentiva che la colpa era soprattutto sua. Lui aveva fatto entrare i mangiamorte a scuola l'anno prima, lui li aveva condotti al preside, lui aveva permesso a Voldemort di prendere la scuola.
Ci aveva pensato tutta l'estate, pensava di salvare la sua famiglia ma si era reso conto, forse per la prima volta o forse semplicemente aveva accettato, che suo padre era fiero di essere un mangiamorte.
Lucius Malfoy voleva compiacere il signore oscuro, voleva la fama e il potere e per averlo era disposto a sacrificare tutto, anche la sua famiglia.
Uno dei motivi per cui quell'estate non aveva consegnato Potter a Voldemort, fingendo di non riconoscerlo, era stato quello. Capire che suo padre era pronto a sacrificare lui e sua madre per il potere, gli aveva fatto capire tante cose.
Continuava a pensare sempre alle stesse cose: Se solo me ne fossi accorto prima, se avessi aperto gli occhi, forse sarebbe diverso adesso.
Ma era tardi e Draco lo sapeva, la guerra era iniziata, la gente stava morendo, aveva visto la Brown stesa a terra, l'anatema che uccide colpire Lupin, i mangiamorte non risparmiavano neanche i serpeverde, neanche chi come lui, aveva un marchio sulla pelle.
Quando Voldemort entrò nella loro mente e disse di disporre i loro morti con onore, lui andò dalla Mcgranitt e le chiese di poter aiutare, anche se sapeva di non averne il diritto. Lei lo fissò con sguardo severo ma alla fine si ammorbidì leggermente e accettò.
Poi Voldemort si presentò alle porte del castello, con Harry Potter morto tra le braccia del guardiacaccia e in lui si spezzò qualcosa e sentì il suo cuore spegnersi. Draco aveva sempre creduto che Harry Potter avrebbe vinto quella guerra e invece sembrava tutto finito.
Voldemort iniziò il suo gran discorso e invitò quanta più gente possibile unirsi a lui, sentì la voce di suo padre e poi di sua madre chiamarlo... Ma lui non si mosse.
Voldemort lo guardò con disapprovazione fino a che paciock non si fece avanti.
Quello che accadde dopo avvenne molto in fretta, il cervello di Draco registrò una sola cosa, Harry era vivo e nel vederlo star bene il suo cuore aveva preso a battere di nuovo.
Così aveva reagito d'istinto, quando Voldemort aveva alzato la bacchetta su Harry per colpirlo, lui si era buttato sul grifondoro, allontanandolo dalla traiettoria del colpo.
Quando si erano rialzati aveva visto di sfuggita Harry lanciargli un'occhiata sorpresa e riprendere a correre. Draco invece era andato dalla parte opposta ad aiutare qualche ragazzo del primo anno in difficoltà.
Suo padre gli si era parato davanti, urlandogli addosso che lo aveva tradito, che aveva riposto la sua fedeltà verso la persona sbagliata, ma lui ne aveva abbastanza e gli aveva lanciato uno schiantesimo.
Alla fine, Harry Potter aveva vinto, studenti, professori e auror erano stremati dalla battaglia e lui, Draco, era li.
Seduto su quei scalini, non poteva fare a meno di chiedersi cosa avrebbe fatto della sua vita da li in poi.
Nella sua testa riusciva a pensare solo ad una cosa, o meglio, ad una persona. Nel corso della guerra aveva capito che il sentimento che lo univa a San Potter non era odio o semplice rivalità, ma non faceva differenza.
Potter aveva altro per la testa e di certo non era lui.
"Dovresti farti vedere quel taglio"
Draco si giró di scatto e si accorse che, l'oggetto dei suoi pensieri, era seduto proprio al suo fianco.
Draco :"Quando sei arrivato?" Disse sorpreso
Harry :"Poco fa, sembravi molto preso dai tuoi pensieri."
Draco :"Si, ne ho molti in questo momento."
Molti dei suoi pensieri riguardavano il grifondoro, ma poteva dirglielo?
Harry :"Mi hai saltavo, due volte. Perché?"
Draco lo guardò, fece un sorriso amaro e rispose :"Non è evidente?"
Harry :"Se lo fosse non te lo avrei chiesto. A Villa Malfoy mi sembrava strano ma, pensavo che forse avevi paura di chiamare Voldemort. Ma qui, ti sei buttato su di me per proteggermi. Perché?"
Draco :"Anche se te lo dicessi... Non mi crederesti."
Harry rimase sorpreso dalla risposta del serpeverde, si aspettava un atteggiamento di sfida o di scherno ma... Sembrava quasi indifeso.
Preso da un moto di coraggio, Harry si sporse per dare un bacio sulla guancia a Draco, ma nel momento esatto in cui le sue labbra stavano per toccare la sua guancia, Draco si giró, facendo involontariamente scontrare le loro labbra.
Harry si staccò subito, arrossendo furiosamente.
Draco invece lo guardò da prima sorpreso e poi sorrise dicendo :"Questa è la cosa migliore che mi sia capitata oggi"
Harry sgranó gli occhi e disse :"Io.... Non era intenzionale."
Draco sembrò perdere un po' del suo sorriso e distaccando lo sguardo da Harry disse :"Lo so." poi si alzò per andarsene ma dopo qualche passo si giró e continuó a parlare :"Mi hai chiesto perché ti ho salvato. Perché sei tu, non Harry Potter il salvatore, ma lo sfregiato irritante di cui mi sono innamorato." Senza aspettare una risposta si giró per andarsene ma prima che potesse farlo Harry lo fermó.
Harry posó le sue mani sulle guance del serpeverde e poggiò nuovamente le sue labbra sulle sue, questa volta però, coinvolse il serpeverde in un bacio volontario e passionale, cercando di trasmettergli tutto quello che sentiva.
Staccandosi da lui, Harry disse :"Questa... È stata la cosa migliore di oggi. Perché anche io sono innamorato di te."
Draco sorrise felice, forse, per la prima volta. E mentre il mondo in torno a loro rimetteva insieme i pezzi di una guerra che, aveva portato via molte anime. Loro stettero semplicemente li a baciarsi, per minuti, forse ore.
Suggellando il loro amore con quei baci.