14Ho invitato a pranzo il signor Garello. Lo considero un impegno di lavoro e aggiungo la ricevuta alla nota spese. Non è riuscito a mangiare molto. Ha bevuto due bicchieri di Favorita e la sua conversazione è stata scarna. A più riprese si è tormentato il labbro inferiore con i denti. Dalle sue pupille è via via scemata la luce della rabbia o del tormento e ora il suo sguardo somiglia a quello dei rettili. Garello si sta ritirando in un luogo inaccessibile e siderale, tutto suo, antico. Sicuro. Ma prima di questa sua irrevocabile fuga nel limbo, ho ottenuto le informazioni che mi stavano a cuore. “Dov’è adesso Bruna?” gli ho chiesto a bruciapelo mentre il ragazzo di sala portava una frittata di erbe fini che qui alla Famigliare di Reaglie è piccante e saporita. La finestra, proprio a f

