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2027 Words

“Allora, hai pensato alla mia proposta?”, gli chiedo. Mi guarda a scatti, abbassando subito la testa, non sa come comportarsi, si massaggia la spalla indolenzita, poi si passa l’indice sul dorso di una mano, come se spalmasse una crema. Non risponde. “Ti pago il doppio”, sintetizzo. “Che cosa... che dovrei fare?”, chiede. “La stessa cosa che avresti fatto per il tuo committente: trovarti all’appuntamento. Con la differenza che lo farai per me, anziché per lui”. Tace. Poi butta lì un ‘sì’ senza nerbo. Dovrà rifarsi i denti, prima o poi, questo balordo. “Bene”, concludo, “sei il mio aiutante, quindi sei mio ospite. Oggi abiti qui. Fa’ quello che vuoi. Se vuoi dormire, di là c’è una stanza con un letto. Se mi fai qualche scherzo ti spezzo entrambe le braccia. Intesi?”. Ripete il suo ‘s

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