Fu solo quando sentì il rombo di un’auto allontanarsi che Anna si decise ad alzarsi dal letto. Raccolse i vestiti sparsi sul pavimento e li indossò lentamente. Le parole di Lorenzo Conti le rimbombavano ancora nel petto come aghi conficcati, rendendole difficile perfino respirare. Restò seduta sul bordo del letto ancora qualche minuto, fino a quando il suo sguardo non cadde sul cellulare, che si era illuminato. Lo prese in mano: era un messaggio di sua madre, arrivato quella mattina. Quelle parole furono come un tuono sordo che esplose dentro di lei. All’improvviso comprese: era stato per quel messaggio che Lorenzo si era infuriato poco prima? Abbassò le ciglia, le dita corsero veloci sulla tastiera per risponderle, poi si rivestì con calma e scese al piano di sotto. A metà delle sca

