Capitolo 5Con l’aiuto di Laberico, un suo vecchio conoscente di Bologna, la sua città, Max aveva architettato un bidone ai danni di una banda di spacciatori nordafricani. L’obiettivo era quello di instaurare un rapporto di collaborazione con i rumeni, carpire la loro confidenza prima e spremere qualche indiscrezione poi. L’aggancio con i magrebini era il Giangi, un cliente di Laberico, che nonostante comprasse regolarmente dagli africani continuava a servirsi dal bolognese quando voleva merce di qualità. Un reclamo del Giangi per una partita più schifosa del solito, al quale i nordafricani avevano risposto con latrati da iena ridens e una danza di coltelli troppo vicini al suo viso, lo avevano convinto a prestarsi per quella spedizione punitiva, sulla quale avrebbe speculato rifacendosi de

