Erano passati sette giorni da quando l’avevano rinchiusa. Julie riusciva a scandire il tempo solo grazie alle punture del bloccante del dottor Hale. Quando la porta si apriva per quei tre minuti contati e l’ago le entrava nella pelle, sapeva che erano le otto del mattino.Era l’unico orologio che aveva. La cella non aveva finestre, non aveva un suono, a parte il suo respiro e il tic minimo della telecamera che ogni tanto aggiustava la messa a fuoco su di lei. La luce restava accesa quasi sempre. Julie sapeva che lo facevano di proposito, volevano farla impazzire, la Lowell voleva spezzarla ma non si può spezzare qualcosa che è già rotto pensò un giorno Julie Lei era sdraiata nella stessa identica posizione da sette giorni.Non mangiava. Non beveva. Non si muoveva. Stava perdendo le forz

