Erano passati di dieci giorni. Dieci lunghi giorni in cui Julie aveva imparato di nuovo a usare il suo corpo: prima un passo, poi due, poi cinque, poi un intero giro delle parallele senza che John dovesse afferrarla. Ora camminava quasi normalmente. Zoppicava appena, ogni tanto perdeva l’equilibrio, ma riusciva a reggersi da sola. Il Dottor Hale era stupito di come Julie guarisse così in fretta. Julie da tre giorni condivideva la stanza con Nadya. La ragazza era un concentrato di sarcasmo, capelli arruffati e commenti sgradevoli. Parlava molto, anche troppo e Julie ogni volta sentiva il bisogno di lanciarle un cuscino e zittirla. Eppure, in quella sua strafottenza, qualcosa di buono c’era, con sua grande sorpresa le aveva mostrato la mensa comune. «Puoi mangiare solo una volta e quello

