Julie non sentì i passi, non sentì la porta aprirsi. Sentì solo il suono fastidioso e petulante dell’allarme. Chi l'aveva premuto? perché suonava? Un suono acuto, lontano, quasi irreale. L' allarme vibrava attraverso il metallo e le ossa come un fulmine silenzioso. Il soldato, vedendola riversa a terra in una pozza di sangue, aveva premuto il pulsante di emergenza fuori dalla cella. «Merda… EHI! EHI!» Una voce maschile, vicina. Troppo vicina. Julie provò a sollevare la testa, ma il mondo si frantumò in strisce di luce tremolanti. Sfocate. Inclinante. Come se la realtà si fosse messa a scivolare da un lato. Vide solo stivali neri. O forse ombre. Non sapeva distinguerle più. Un rumore metallico colpì il pavimento accanto a lei. La guardia si era inginocchiata accanto a lei così

