Nadya appoggiò un vassoio sulla pila, concentrandosi sul gesto. Raddrizzò le spalle e lo fissò. La mensa era silenziosa, e ogni piccolo rumore sembrava amplificato: il gocciare dell’acqua, il tintinnio dei piatti, il fruscio dei vestiti mentre si muovevano. «Quindi…» iniziò Lieu con calma, «non parlava. Non diceva nulla?» «No.» Rispose secca. «Davvero niente?» insistette lui, con un tono che voleva sembrare curioso, quasi leggero. Nadya inspirò, misurando le parole. «No, non ha mai parlato con nessuno. Il dottore ha detto che soffre di una roba che non ricordo come si chiama.» «Mutismo selettivo» aggiunse lui. «Si, quello. Sinceramente? con tutto quello che le hanno fatto? lo posso capire.»Lieu fece un passo più vicino «Capisco.» Poi inclinò la testa, come se stesse studiando un mode

