Kelvin la vide, si bloccò, divenne pallido come un lenzuolo. Julie avanzò. Non correva, non urlava. Marciava. Ogni passo come un colpo di pistola. «Julie, no—» disse Nadya cercando di bloccarla come meglio poteva. Troppo tardi. Julie fece uno scatto e lo afferrò per il colletto della maglia, lo scaraventò a terra con una forza che non ricordava di possedere. Kelvin ansimò, rotolando sul pavimento mentre la mensa intera tratteneva il fiato. Julie gli assestò un paio di pugni in faccia. «Fermati!» gridò Nadya dietro di lei, provò a toglierla da lui, Julie se la stacco di dosso e non si fermò non poteva e non voleva. Sferrò un terzo colpo e senti un crack probabilmente gli aveva rotto il naso. «mi dispiace, non volevo....» gridò Kelvin, la voce rotta. Lui alzò le mani tremanti a mo' di

