Esita. I suoi occhi si offuscano, per un istante, e vedo che ha capito. Che ha sempre capito. Che forse ha attraversato la stessa cosa, un giorno, da qualche parte, in una vita che non racconta mai. — Sii forte, dice semplicemente. Sii forte. Annuisco. Non riesco a parlare. La gola è stretta, annodata, piena di lacrime che non verserò. Esco dalla cucina. Il corridoio è lungo, lunghissimo. Ogni passo è un'eternità. Il vassoio pesa nelle mie mani come una pietra tombale. La fiala è nella tasca, contro la coscia, e brucia. Brucia come un carbone ardente, come un marchio a fuoco, come la vergogna stessa. Arrivo davanti alla porta dello studio. Il cuore mi batte così forte che lo sento nelle orecchie. Le tempie mi ronzano. Il respiro è corto, sussultorio, incontrollabile. Le mani mi treman

