La porta del dormitorio si apre senza rumore, l'ho oliata io stessa settimane fa, per poter uscire di notte senza svegliare nessuno, per poter rubare qualche istante di solitudine nella cucina vuota, qualche briciola di pane, qualche goccia di latte, qualche secondo di libertà rubato al sonno degli altri, e oggi, questa porta oliata, questa precauzione, questa abitudine da topo pauroso, mi serve a commettere un crimine, a nasconderlo, a farlo sparire, e mi chiedo se tutte le mie azioni, tutti i miei gesti, tutti i miei pensieri da quando sono arrivata in questo castello non siano stati altro che questo, preparazioni inconsce a questa notte, gradini che scendevo senza saperlo verso questo inferno, verso questa dannazione, verso questa cosa che sono diventata. La scala è buia, la ringhiera

