3. Sid ha paura I due gatti sonnecchiavano, uno per lato, accanto alla stufa. Erano magri, le costole visibili, la pelle d'un color rosso indescrivibile, tra la foglia di tabacco marcita e il ciliegio d'autunno, acceso come un'innamorata. Sid Renier, seduto accanto alla piccola stufa di ferro, tendeva le mani aperte verso lo sportellino mezzo scardinato e pendente, dal quale traspariva il rosso della legna in fiamme. La sua fronte a bauletto, allungata dalla canizie fino a mezzo cranio, era lucida con qualche perlina di sudore. Il volto caprino del vecchio suonatore di batteria appariva illuminato da un sorriso faunesco, e il suo corpo magro si agitava percosso da un fremito, che si sarebbe potuto dire di letizia. Eppure Sid non aveva alcuna ragione, quel giorno, per essere più allegr

