Garrett
Garrett uscì dalla sua stanza VIP mentre si infilava la camicia e sentì Wyatt sghignazzare divertito. Sapeva perché Garrett fosse uscito a metà nudo, ancora senza scarpe; per infastidire quell'uomo ancora di più. Garrett si girò e guardò diritto quell'uomo. Era di altezza media e aveva un aspetto biondo, con capelli scuri ora disordinati.
Indossava l'ultima moda e sembrava essere uno degli esseri umani dell'elite benestante della città. Garrett pensava che stesse alzando troppo l'asticella, con quella bellezza là dentro. Ora si stava avvicinando a lui, sembrava aver l'intenzione di picchiarlo. Ciò divertiva Garrett.
Lo vide avanzare lungo il corridoio verso di lui, pugni stretti. Mentre Garret allacciava tranquillamente i bottoni della camicia, si spostò appena in tempo per evitare il pugno che l'uomo scagliò contro di lui. “Quella è la mia ragazza, dannato figlio di puttana”.
“Non più.” Garrett sorrise e schivò il secondo colpo. Sentì addirittura Wyatt ridere a crepapelle. Il suo Beta non aveva bisogno di intervenire, l'uomo era solo umano. “Ho sentito che ti ha visto fare sesso con un'altra ragazza accanto.”
“Quello che faccio è affar mio.” Grucciò.
“Spero ne sia valsa la pena. Più carina, forse? Ai tuoi occhi.”
“Non ti riguarda.” L'uomo trasecolò e cercò di colpirlo di nuovo mentre si scagliava contro Garrett.
Garrett lo schivò, lui fino a passare oltre, mise un piede sulla schiena dell'uomo, lo vide cadere rovinosamente a faccia in giù sul pavimento. Poi si alzò urlando d'ira, tutto arrossato e infastidito, si scagliò nuovamente contro Garrett.
Estese la mano e afferrò quell'uomo per la gola, lo schiacciò contro il muro. “Basta, non sai chi sono io, o con chi stai trattando.” Si avvicinò a lui, un braccio attraverso il petto dell'uomo, mettendogli abbastanza pressione da fargli male e interferire nella sua capacità di respirare. “Wyatt, amico mio,” rivolse la parola al suo Beta “diamo un'occhiata alle telecamere della stanza VIP due. Vediamo se la sua nuova ragazza era più carina rispetto alla bella ragazza. Con cui mi sono appena consolato.”
Wyatt sghignazzò “Dubito, l'ho vista, brevemente.”
Garrett alzò un sopracciglio al suo Beta, che rise “Dovresti chiudere a chiave le tue porte, capo.” Si scosse.
“Levati dalla testa, cretino.”
Garret sospirò. Non c'era bisogno di parolacce. “Sono io l'eroe?” chiese, mentre i suoi occhi tornavano sull'uomo “Fai attenzione al linguaggio. Questo club è di mia proprietà, e tu sei quello che ha tradito, credo. Attualmente sono single e felice di fare nuove conoscenze. Tu, d'altra parte, avresti dovuto tenere sotto controllo i tuoi istinti. Forse la tua ragazza, Hmm, ex-ragazza da quanto sentito da lei, ha visto tutto.”
“Ho capito capo,” Wyatt gli mostrò il suo telefono con il video di quell'uomo con una ragazza bionda. Non sembrava particolarmente attraente, pensò.
“Ora, perché l'hai fatto con quella ragazza? Quando avevi una bellezza perfetta già al tuo fianco?” Garrett scosse la testa. Non capiva. La ragazza di quell'uomo era una perfetta dieci, la ragazza del video era forse un sette a essere generosi.
“Non sono affari tuoi.” Mormorò, ma i suoi occhi non fecero più contatto con quelli di Garrett. “Tu...possiedi questo posto?”
“Adesso sì. E sì, in effetti.” Garrett gli sorrise. “Wyatt, fatti rimuovere questo pezzente e vietargli l'ingresso nel mio club, insieme alla bionda. Se è ancora qui. Nel club non dovrebbe esserci sesso. Scopri chi è e fatturagli le spese per la pulizia profonda della stanza.”
“Certo, capo,” annuì Wyatt.
“Hai fatto sesso in questo club.” L'uomo trasecolò.
“Questo è il mio club, e farò ciò che mi pare. Tu, invece, avresti dovuto conoscere le regole all'ingresso.” Era una regola, non c'era sesso in quel club, specialmente considerando che i lupi a volte diventavano davvero selvaggi, e non era bello che gli umani assistessero a certe scene. La stanza VIP uno era sua e dei suoi, nessun altro poteva occuparla. I suoi compagni di branco erano tutti accoppiati, quindi sarebbe potuto essere solo lui a violare quella regola, e lui era l'Alfa, quindi poteva fare ciò che voleva nel suo club.
Ci volle solo un paio di minuti prima che arrivassero il suo Gamma, Ryan e il Delta, Dallas, e trascinassero via quell'uomo. Rientrò nella sua stanza VIP e guardò la sua amante per la notte, a metà nuda sul pavimento e ancora svenuta.
Scosse la testa, ma un sorriso gli accarezzò le labbra, l'aveva esausta, o forse, unito a tutto l'alcol che aveva già assunto, l'aveva fatta svenire. “Prendi la sua borsa e scopri chi è e dove abita.” Garrett ordinò mentre le metteva indosso il top, trascurando di preoccuparsi degli slip o del reggiseno.
“Si chiama Miss Harmony Preston.” Wyatt gli disse, mostrandogli la sua patente di guida.
Garrett sorrise guardando Harmony, pensò tra sé, e si sedette sul divano per infilarsi le scarpe, continuando a guardarla. Lei era stata più che adatta per lui. Una piccola donna umana aveva soddisfatto tutti i suoi bisogni e aveva saputo gestirlo bene. Non era spesso che si trovava qualcuno del genere, specialmente così piccolo. Era alta forse un metro e sessanta, e forse pesava cinquanta chili a pieno se tanto, ma aveva le curve di una dea. Una perfetta figura a clessidra.
Fece raccogliere Harmony da Wyatt, non poteva essere visto girare per il branco con una ragazza tra le braccia, sarebbe arrivato subito a sua madre l'informazione. Non che fosse luna piena o poco altro, ma lei avrebbe voluto fargli un milione di domande. Sperava e pregava ogni giorno che lui trovasse la sua seconda compagna. Certi giorni lo faceva impazzire.
Ma facendo portare Harmony dopo che Ryan e Dallas avevano allontanato quell'uomo, sembrerebbe solo che fosse successo qualcosa al piano di sopra e lui e il suo gruppo stavano semplicemente fronteggiandolo, era tutto lì. Vabbè, così non arriverebbe a sua madre la voce su quella giovane signora.
L'avrebbero portata a casa loro; era il minimo che potesse fare per lei, visto che aveva soddisfatto i suoi bisogni. Si era lasciata andare in un orgasmo e gli aveva permesso di averla quanto volesse, finché non aveva ottenuto anche lui un lieto fine, una gioia umana. Usò le sue chiavi per farli entrare nel suo condominio, e poi nell'appartamento stesso. Era un appartamento di una sola camera, ma era pulito e ordinato. Decorato con addobbi natalizi e un albero di Natale con sotto un mucchio di regali. Era un ambiente accogliente, pensò distrattamente.
Seguì Wyatt nella camera da letto e osservò l'uomo adagiarla sul letto e metterla a suo agio, testa sul cuscino e tutto il necessario. Garrett mise la coperta che era piegata ordinatamente sul fondo del letto sopra di lei e guardò attorno all'appartamento. Lei aveva alcune foto sulle pareti di lei e della sua famiglia, da piccola. Udì Wyatt allontanarsi, sapeva che stava guardando tra le sue cose in bagno.
“È sotto contraccezione, capo, e la sta prendendo come previsto fin quanto ho potuto vedere.” Lo chiamò fuori.
“Bene.” Assentì Garrett, lei non era la sua compagna, e non l'aveva legata a lui, ma era umana e concepire era facile per loro, non voleva farla rimanere incinta. Non era venuto al club per cercare incontri e non aveva usato protezioni. Questo poteva essere stato un problema potenziale. Sembrava tutto a posto.
Uscì dalla camera da letto e guardò le foto sulle pareti, foto con le sue amiche e una con i suoi genitori. Sembravano foto della sua laurea all'università. Pose la sua borsa e le chiavi sul tavolo della cucina, vedendo altre foto di lei.
Di lei e quel ragazzo, “Il suo nome?” chiese a Wyatt.
“Damien Blackwell.”
“Blackwell dici... come Blackwell Industries?”
“Sì.” Wyatt annuì.
Il suo fidanzato era uno dei ruoli da sposare della città. Era in diverse delle foto. Ovviamente erano insieme da un bel po' di tempo. Scosse la testa, non capiva le persone come quell'uomo, che aveva una fidanzata mozzafiato ma sentiva il bisogno di avere altro da parte.
Si avvicinò al camino sul manto e guardò altre foto. “Dovremmo andare, capo.” Commentò Wyatt.
“Mm,” annuì d'accordo, anche se ora era curioso, quella donna aveva foto su tutte le pareti di casa, ma guardando quelle de suoi genitori non ne vedeva di recenti. Nessuna del suo giarrettino con i suoi genitori.
Ne toccò una e aggrottò la fronte, si voltò e guardò le altre, “Cosa ne pensi dei suoi genitori, Wyatt?” chiese puramente per curiosità.
Il suo Beta guardò le foto e aggrottò la fronte, “Nulla, immagino siano umani.”
“Non quello, guarda la stanza e poi i suoi genitori.” Non vedeva nessuna foto recente, ma ci sarebbero state di tutti i suoi amici, persino della str****** del ragazzo con cui usciva; perciò non doveva più essere assieme a lui. Se si ricordava quanto successo la sera prima; cosa aveva fatto lui con quell'altra ragazza, lei l'avrebbe visto personalmente. Colto con le mani nel sacco.
“Probabilmente sono morti ed è per questo che non ci sono foto recenti.” Wyatt affermò dopo aver guardato le altre foto, “Sembra stia circondandosi di ricordi in questo luogo.”
Garrett sospirò, era probabile, era il suo pensiero, voleva solo sapere se Wyatt la pensava allo stesso modo.
Anche se ora, pensando a quanto fosse ubriaca quella ragazza e al fatto che non avesse una vera famiglia, se non si ricordava nulla! Era probabile che sarebbe rimasta con quel cretino, probabilmente non voleva stare sola e senza famiglia. Era per questo che si circondava di foto, probabilmente era figlia unica e sola.
Annui con la testa, non poteva permetterle di restare con quell'uomo anche se era sola. Si meritava molto di più.
Si avvicinò e pescò il telefono dal suo borsello, cercò di accenderlo e trovò il blocco con impronta digitale. Tornò nella sua camera da letto e vi premette le dita finché non si sbloccò, e si chiamò. Poi cancellò il suo numero dal telefono e lo ripose nel suo borsello. “Cosa stai facendo, capo?” chiese Wyatt curiosamente.
“Sto solo assicurandomi che ricordi cosa le ha fatto il fidanzato.” Si appoggiò al bancone, e con il telefono si collegò al sistema di sicurezza del locale notturno, trovò le immagini del fidanzato e della bionda e gliele mandò, taggando il messaggio con "Giusto nel caso ti fossi dimenticata cosa ha fatto la scorsa notte.”
“Potrebbe rintracciarti con quello.”
Garrett si scrollò di dosso la preoccupazione e guardò intorno alla stanza. “La bellezza là dentro merita di meglio.” Scorse un pennarello permanente e sorrise. Lo prese dal portapenne che lei aveva, e andò in giro per la stanza e mise una grossa X sul volto dell'uomo in tutte quelle foto, scrisse 'il bastardo che tradisce' su una, 'l'inutile vigliacco' su un'altra, e poi 'non dimenticare di mollare quel lestofante.' Su quella sul manto. Poi rimise il pennarello nel portapenne e sorrise tra sé.
Sentì Wyatt ridere, “Ti sei alzato storto stamattina.” Disse mentre uscivano fuori.
“Un po', suppongo.” Annui, di solito non si sarebbe preso la briga di interferire nelle vite umane, ma quegli occhi blu enormi, pieni di lacrime, lo avevano attratto. E sapendo che era totalmente distrutta; lui c'era passato. “Anime gemelle, si potrebbe dire.” Annui mentre uscivano, assicurandosi che la porta dell'appartamento fosse non solo chiusa ma anche serrata.
“Speriamo che lo cassi subito.” Wyatt annuì e gli diede una pacca sulla spalla. “Dai, andiamocene al branco. Sono stufo del club, voglio accoccolarmi con la mia Compagna.”
Garrett annuì, si rilassò in macchina durante il viaggio di ritorno al branco. Sperava davvero che essere da sola e senza famiglia non la convincesse a riaccettare quel vigliacco. Sperava di vederla in futuro felice, con un sorriso sul volto.
Lei lo meritava. Speriamo trovi qualcuno che possa farla felice. Si sposi e abbia un sacco di figli, una famiglia tutta sua.