Il peso della lunga giornata trascorsa nella casa del branco mi pesava sulle ossa. Era però una stanchezza piacevole perché il tempo trascorso con i bambini era stato semplicemente perfetto. La manina di Marco era nella mia mentre lo accompagnavo lungo il sentiero che portava a casa nostra. “Hai visto quanto era bello il mio disegno?” “Sì, tesoro,” risposi stringendogli la mano. “Sei stato bravissimo.” Non appena entrammo in casa, i miei occhi si posarono sul telefono sul bancone della cucina. Lo schermo era spento. Silenzio. Nessun messaggio. Nessuna chiamata persa. Un freddo nodo di preoccupazione, che era stato un dolore sordo per tutto il giorno, mi strinse lo stomaco. Astor era sparito da un giorno senza dire una parola. Ma grazie al legame che ci univa, anche nel silenzio rius

