La porta d'ingresso mi sembrava pesante, ero mentalmente e fisicamente esausta. La spinsi ed entrai sperando di trovare qualche minuto di tranquillità. Volevo solo respirare, calmare la tempesta che mi agitava dentro prima di andare a prendere Marco. Ma la pace non mi aspettava. La prima cosa che vidi fu Marco che giocava con le macchinine sul tappeto del soggiorno. Il mio cuore si rallegrava sempre quando lo vedevo, non importava quanto mi sentissi male. Alzò lo sguardo, il suo viso si illuminò. “Mamma!” gridò, lasciando cadere una macchinina rossa e balzando in piedi. Prima che potessi ricambiare il sorriso, una voce profonda squarciò l'aria. “Beh, guarda chi ha deciso di farsi vedere.” Il sangue mi si gelò nelle vene. Astor. Era lì. Era in piedi accanto al caminetto con le bracci

