Non riuscivo davvero a controllare la reazione del mio corpo e del mio cuore nei suoi confronti. Fu come se fosse scattato un interruttore, risvegliando ogni nervo, ogni sensazione che avevo messo a dormire. Il respiro mi si mozzò, lo stomaco si contorse e una strana sensazione di calore mi pervase il petto. Per un attimo potei vedere solo lui, sentire solo lui, come se il resto del mondo si fosse fermato. “Astor.” Il nome mi sfuggì, un sussulto sommesso, una supplica silenziosa. Non volevo che la mia voce suonasse come se lo desiderassi ardentemente, come se lo chiamassi da una notte solitaria, ma fu così. Lui non mi guardò nemmeno. Le sue spalle larghe e la sua presenza oscura riempirono la porta poi si spostarono più all'interno della piccola stanza mentre entrava. Nessuna domanda,

