Capitolo 5

367 Words
Capitolo 5 Ero ormai convinta di essermi sognata tutto, di aver avuto delle allucinazioni, non lo sentivo da giorni e ricordavo a stento i suoi lineamenti. Ma una notte ricevetti una telefonata, risposi senza guardare il display, sapevo che era lui. Ricordo l’effetto della sua voce sui i miei nervi, mi sciolsi in un attimo. Si scusava di avermi lasciata in quel modo, era stato un gesto impulsivo, aveva avuto paura, paura di me, di quello che aveva provato per me. Era scappato per non ferirmi, mi disse. Io non capivo, volevo solo accertarmi di non stare ancora sognando, volevo che la sua voce continuasse ad accarezzarmi. Mi disse che ci saremmo visti presto e riattaccò. Quella notte non chiusi occhio, temevo di addormentarmi, temevo di dovermi svegliare l’indomani e scoprire che avevo sognato di nuovo. Volevo solo rivederlo, volevo riprovare quella sensazione di pienezza ed eccitazione. Avrei potuto non dormire più fino al giorno del nostro prossimo incontro. Ma non dovetti aspettare a lungo. Ci rivedemmo due giorni dopo, mi diede appuntamento nel solito posto, dopo cena. Quella sera l’aria era stranamente tiepida, non c’era un alito di vento. Le foglie degli alberi erano immobili, sembrava che stessero trattenendo il respiro insieme a me. Anche stavolta ero arrivata in anticipo, troppa adrenalina nel corpo. Lui non c’era ancora, così mi avvicinai all’acqua e mi lasciai incantare dai riflessi della luna sulla superficie di quel lago, buio e stranamente inquieto. A un tratto mi senti cingere i fianchi, era lui che mi avvicinava al suo corpo, la sua bocca vicino al mio viso sussurrava qualcosa ma io sentivo solo il suo respiro caldo che mi accarezzava la guancia. Ero di nuovo rapita, frastornata. Mi voltai per annegare in quello sguardo liquido e buio come l’acqua del lago che ci stava di fronte e lui mi sorrise e mi strinse ancora a sé. “Vorrei poter fermare quest’attimo in eterno” mi disse. Era inebriante stare di nuovo tra le sue braccia e poter riascoltare quella voce calda e rassicurante; temevo di poterlo perdere di nuovo e lo strinsi anch’io forte. Ero felice. Non mi importava più chi fosse e perché l’ultima volta fosse scomparso senza spiegazioni, niente aveva più importanza, solo lui, la luna e noi stretti in un infinito abbraccio.
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