Capitolo 4

995 Words
L'incontro con il nuovo proprietario dell'hotel era andato piuttosto bene. Roxy si guardò intorno in cerca dell'amica, ma non riuscì a trovarla; il proprietario sembrava essere svanito nel nulla. Voleva sgattaiolare via, ma... - Roxana.... "Signor Cyrus, pensavo di non rivederla mai più, ma a quanto pare il destino è contro di me", mormorò. Kyle si portò una mano al petto, fingendo di essere offeso. - Devo dire che neanche io ho mai creduto nel destino, ma credo che voglia farci incontrare, non trovi che sia emozionante? Lei fece un respiro profondo e se ne andò, ma lui non era d'accordo. "Cos'altro vuoi?" chiese lei, sull'orlo di un esaurimento nervoso. "Solo la cena, e poi ti lascio in pace", rispose. - Prometti? "Non credo di poter mantenere la promessa, sei troppo allettante", le sussurrò all'orecchio. «In tal caso, niente cena», rispose lei con fermezza. Lei proseguì per la sua strada, ma Kyle non aveva alcuna intenzione di arrendersi. - Va bene, cena e poi ti lascio solo. Finalmente osò lanciargli un'occhiata; mio Dio, era bellissima. Roxana era una splendida giovane bruna. Aveva un naso leggermente all'insù, labbra carnose, un seno generoso e curve che avrebbero tentato una santa. La sua pelle sembrava morbida, quasi traslucida. Non riusciva a capire la lunghezza dei suoi capelli perché li portava sempre raccolti in uno chignon. Dato che non diceva nulla, decise di prendere l'iniziativa. "Che ne dici di domani sera?" propone. Sembrò sorpresa e lo guardò con sospetto. - Non credo. È troppo presto. Le farò sapere quando. Aspetti la mia risposta. Arrivederci, signor Cyrus. Kyle la guardò andarsene, senza capire perché le cose con lei fossero così complicate. Con le altre, gli bastava schioccare le dita per averle nel suo letto in un minuto, ma Roxana non voleva avere niente a che fare con lui, ed era proprio questo che incuriosiva tanto Kyle. Era un avvocato, amava indagare e avrebbe indagato a fondo su questo mistero che avvolgeva Roxana. Il modo in cui ancheggiava faceva stringere il cuore a Kyle. - Mio Dio, credo che questa giovane donna finirà per farmi finire sottoterra con il suo fascino. Abbiate pazienza, molta più pazienza. Decise di andare a cercare Justin, che si era allontanato nel bel mezzo della cerimonia senza che lui ne sapesse il motivo. Stava per andarsene quando ricevette un messaggio da lui. "Mi dispiace Kyle, ma devi tornare a casa. Porto a casa la giovane donna africana. Ci vediamo a casa mia domani mattina presto." Kyle rispose al messaggio e rimise il telefono nella tasca dei pantaloni. Pensò che se Justin aveva portato Roxana a casa, significava che... - Roxana tornerà a casa tardi e avrà bisogno di qualcuno che l'accompagni, e chi meglio di me, un bel ragazzo per giunta? Non capita tutti i giorni di ricevere un passaggio a casa da una rarità come me. Si affrettò a chiamare Roxana, e ciò che vide non gli piacque affatto. Roxana aveva finito il suo turno. Olivia aveva dovuto andarsene prima e, come sempre, Carine Jackson aveva creato problemi minacciando di detrarre l'importo dal suo stipendio. "Poverina, se solo sapesse che Olivia se n'è andata con il nuovo proprietario", sussurrò. "Roxy?" la chiamò Eddy Payne. Si voltò verso di lui. Eddy era uno dei facchini dell'hotel; era lì solo temporaneamente per guadagnare abbastanza da pagarsi gli studi quando le lezioni sarebbero riprese. Era davvero affascinante e aveva la stessa età di Roxana. L'aveva corteggiata molte volte, ma Roxana non gli aveva mai dato una risposta positiva. Non aveva intenzione di arrendersi, però, e accettò l'amicizia che lei gli offriva. - Eddy? Sei ancora qui? "Sì, ti aspettavo, ti accompagno a casa", rispose lui, mostrandole le chiavi della macchina. - Oh, che gentile da parte tua, mi eviterai di prendere l'autobus così tardi. Grazie Eddy, sei un angelo. Lei gli gettò le braccia al collo e lo abbracciò forte, e Eddy all'improvviso sorrise. Un sorriso eccessivo per i gusti di Kyle; non voleva che se ne andasse con quel ragazzo. "Mi dispiace, giovanotto, ma la signorina Gonzalez tornerà con me", disse Kyle, facendosi avanti. Il giovane si irrigidì all'improvviso, rendendosi conto di non avere alcuna possibilità contro Kyle. Tutte le donne erano cadute sotto il suo incantesimo, ma Roxana sembrava non condividere questa opinione. "Mi dispiace, signor Cyrus, ma me ne vado con Eddy", rispose lei, trascinando fuori il povero giovane. Kyle sfogò una raffica di imprecazioni prima di decidere finalmente di andarsene. Arrivò a casa e parcheggiò l'auto in garage. Attivò il sistema di allarme e si versò da bere. Seduto sul divano di fronte alle vetrate, Kyle era perso nei suoi pensieri. Non sapeva esattamente a cosa stesse pensando, ma era immerso nelle sue riflessioni. Per tutta la vita aveva aiutato gli altri, costruendosi la reputazione di playboy incallito e uomo dal discutibile senso dell'umorismo per sfuggire all'inferno che era la sua vita. "Non combinerai mai niente di buono, nessuno ti amerà mai e finirai come tua madre, quella sgualdrina." Kyle chiuse gli occhi per dimenticare quel ricordo doloroso; erano state le parole di suo zio quando era solo un bambino. Forse aveva ragione, dopotutto; forse era destinato a finire come sua madre. Si alzò e si versò un altro bicchiere, che bevve a piccoli sorsi prima di decidere di farsi una doccia; ne aveva bisogno. Eddy accompagnò Roxana a casa. Lei lo ringraziò ed entrò nel suo appartamento; tutto era così silenzioso. Andò nella stanza di Olivia e la trovò che dormiva serenamente. La osservò per un po' prima di andare nella sua stanza. Fece una bella doccia e si mise il pigiama. Andò a letto con la testa piena di immagini di Kyle Cyrus. Si chiese perché ora i suoi pensieri fossero così ossessionati. "Forse lo vedo troppo ultimamente", pensò. Voleva mandargli un messaggio per dirgli che avrebbe cenato con lui tra tre giorni, perché immaginava che una volta accettato il suo invito, l'avrebbe lasciata in pace. Chiuse gli occhi e si addormentò.
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